<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5039065832094842488</id><updated>2012-02-06T05:58:27.109+01:00</updated><title type='text'>Il pedalatore della domenica</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5039065832094842488/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Claudio Persegani</name><uri>https://profiles.google.com/110070265348281298788</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-SPTwt-qxmtk/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAFeQ/wh6gZu4YbKI/s512-c/photo.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>12</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5039065832094842488.post-7783555852678973634</id><published>2012-01-26T12:26:00.000+01:00</published><updated>2012-01-26T12:35:22.083+01:00</updated><title type='text'>Tremalzo Singlespeed</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Sabato 14 Gennaio 2012&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tiriate le somme delle bici disponibili, non mi rimangono molte possibilità: o la Singular Peregrine, o la Sulry Karate Monkey single speed. La vecchia Marin gialla ha dato i primi segni di cedimento con le sospensioni da revisionare, era ora. Della Nicolai non si hanno più notizie, con grande rammarico per lo spreco di denaro inutilmente investito in questo progetto. Non pensiamoci, che è meglio...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E se volessi fare un giro in mountain bike? Che bici potrei utilizzare? La Peregrine è poco adatta ad affrontare le salite più ripide, a causa del mozzo Shimano Alfine non propriamente studiato per la mountain bike e quindi non dotato di rapporti agili. La touring è inoltre delicata in fase di discesa, avendo gomme più strette e cerchi delicati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricordando gli innumerevoli giri che ho fatto, in questi ultimi anni, sia con la Marin Pine Mountain, che con la Surly Karate Monkey, spingendo un unico rapporto, non avendo in effetti altre possibilità di scelta, rispolvero la rigida per gli ultimi giri in fuoristrada.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ancora nel 2011 il Periplo della Corna Blacca, il Monte Breda, la Madonna della Neve, il Sonclino. Quanti bei giri, tutti pedalati con un solo rapporto disponibile. La cosa ha dell'incredibile, invece ci si riesce, ovviamente faticando, ma è più facile a farsi che a dirsi. Ormai i miei amici BdB non si stupiscono più di quello che riesco a fare con questa bici che non ha nulla. Niente sospensioni e neppure una cosa così basilare come il cambio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È il momento dei saldi per Dario, che decide di svendere la sua macchina fotografica per incominciare a pensare a qualcosa di più professionale. Anche lui ha una disponibilità molto limitata in quanto a bici, con vari pezzi smontati, forcelle che sbrodolano olio, ammortizzatori in panne e telai crepati. Unica chance: la Fargo, con un'asterisco però - fare attenzione a non strapazzarla, questa non si deve rompere! Niente cose estreme quindi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partenza da Riva del Garda, da dove Dario ha in serbo per me un giretto &lt;i&gt;single speed ready&lt;/i&gt;, con salite non troppo impegnative, adatte al mio 32x22. Stiamo parlando del Tremalzo!&lt;br /&gt;Si parte sulla strada Ponale e fin qui tutto bene, poi si entra in Val di Ledro e qua le cose incominciano a complicarsi con le prime rampe serie ed il ghiaccio che ricopre la strada in alcuni punti. Le temperature sono rigide e non vediamo l'ora di incontrare le zone soleggiate per riscaldarci un po'. In pianura ovviamente c'è la nebbia ed un freddo umido che penetra in profondità provocando brividi cronici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devo farcela! Mi ricordo di essere arrivato fino a Bocca dei Fortini con la single speed, in una precedente occasione, con Seby. In quella escursione montavo addirittura il 32x20. Le salite in certi tratti sono dure, ma non mollo e la bici riesce sempre ad andare avanti, anche se lentamente, comunque si procede.&lt;br /&gt;Appena arriviamo al sole, ci fermiamo per una pausa, un panino, una mela e poi riprendiamo a salire. Prima di Bocca dei Fortini ci sono alcuni tornanti che incutono timore, sembrano impossibili da fare in quanto solitamente si affrontano con il rampichino, invece passano via velocemente. Un po' come bere un bicchiere d'acqua, o di grappa - ciuchetòn!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pezzo duro viene successivamente, e Dario si ricorda bene questo particolare. In un momento della salita in cui ti viene spontaneo mollare in quanto il grosso sembra ormai fatto, con il passo a poche centinaia di metri, ecco ti si presenta di fronte probabilmente la salita più impegnativa; breve e secca.&lt;br /&gt;Stringendo i denti anche questo strappo viene superato. Un breve tratto in leggera discesa ci porta sulla strada verso il Passo Nota. Alcune minacciose lingue di ghiaccio si nascondono tra le foglie ed il pietrisco, cerco di evitarne una ed in un lampo finisco a terra. Lo scarto della ruota anteriore è stato così rapido da non permettermi alcuna manovra di recupero del mezzo e con i palmi delle mani finisco sul pietrisco. Qualche escoriazione, una botta, ma dopo essermi medicato sono di nuovo pronto per il Tremalzo. È un obiettivo che ormai non può essere accantonato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le strade che durante l'estate sono così battute da escursionisti in bicicletta e a piedi, specialmente da tedeschi; durante l'inverno risultano pressoché deserte, fatta eccezione per qualche fastidiosa autovettura di cacciatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passo Nota ed il Rifugio degli Alpini, la strada per il Tremalzo... tutto questo oggi è solo per noi.&lt;br /&gt;Le zone ghiacciate o innevate si trovano sempre più frequentemente e per salire cerchiamo la via più pulita, per non perdere grip e soprattutto per evitare altre stupide cadute. Saliamo di quota e l'ambiente diventa sempre più aspro, selvaggio, affascinante. Dario scatta alcune fotografie con la Nikon in prestito dal babbo. In una zona d'ombra, all'improvviso ci imbattiamo in una coltre di neve piuttosto tenace e siamo costretti a piedi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dario non era preparato a questa eventualità, in effetti il giro che aveva inizialmente proposto avrebbe dovuto essere "easy". Invece l'escursione sta man mano prendendo le sembianze di una vera e propria avventura in perfetto stile BdB.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Non mi ero preparato, mentalmente e fisicamente, per questo genere di cose"&lt;/i&gt; esordisce Dario in un momento di pausa. Da quando in qua Dario ha bisogno di prepararsi con sedute meditative alle escursioni? A parte gli scherzi, oggi non siamo muniti di scarponi e le nostre scarpette spd con i buchi non sono per niente ideali per camminare nella neve. Fortunatamente all'interno ho un paio di calze &lt;a href="http://www.sealskinz.com/" target="_blank"&gt;SealSkinz&lt;/a&gt; che al momento riescono a tenermi i piedi piuttosto al riparo. Dario invece ha sventrato i copriscarpe e si trova con i piedi completamente bagnati e gelati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi scoccia un po' tornare indietro, ma non voglio neppure che Dario soffra e rischi il congelamento per la mia testardaggine. Comunque lo invito a proseguire. Nell'eventualità che la neve ci bloccasse definitivamente, l'unica soluzione possibile sarebbe di rientrare dalla stessa strada percorsa in salita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riusciremo a percorrere pochi metri in sella, camminando a fatica in una neve a volte ghiacciata e dura, altre volte farinosa e priva di consistenza. Il mio sguardo regolarmente si rivolge al mio compagno di avventura, che, ormai entrato nell'ottica del proseguire fino alla galleria che sbocca sul versante del Rif. Garda. Sono circa 7 tornanti ravvicinati che passano piuttosto velocemente. Percorriamo il tunnel nell'oscurità e quando sbuchiamo dall'altra parte, ecco davanti ai nostri occhi si aprono nuovi scenari. La strada è poco innevata e comunque battuta dalle ciaspole di alcuni escursionisti. Abbiamo fatto bene a proseguire e le nostre fatiche sono state alla fine ben ripagate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Rifugio Garda ci fermiamo per bere qualcosa: io ordino un té caldo, Dario una Radler media. La bevanda è assolutamente dissetante, ma per nulla riscaldante. Si vede che il problema ai piedi non ha reso comunque freddoloso il mio compagno di viaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le volte che si entra in questo rifugio, ed ormai siamo alla seconda occasione, solo in questo inverno, si ha come l'impressione di essere di troppo, e assolutamente non i benvenuti. Forse sono fuorvianti i volti inespressivi dei gestori, che sembrano non essere in grado di sorridere all'escursionista. Il vecchio pastore tedesco che ci viene incontro al nostro ingresso, probabilmente potrebbe insegnare qualcosa su come accogliere gli ospiti ai propri padroni. Invece viene prontamente bloccato per evitare fraintendimenti, non si sa mai...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Probabilmente i sorrisi vengono elargiti a profusione come ricompensa a coloro che, saliti magari in macchina lungo la strada asfaltata, hanno raggiunto il Rif. Garda per la classica abbuffata con gli amici e contribuito a riempire le casse di tanti bei soldoni. Noi invece con poco più di 5 euro abbiamo sporcato due bicchieri per niente...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ora? Proseguiamo per Bocca Caset. Dopo essere scesi su asfalto, si deve risalire per un centinaio di metri di dislivello per poi ricominciare la discesa. Incontriamo di nuovo la neve, e di nuovo Dario viene preso da un po' di sconforto. È normale considerato il fatto che ha i piedi gelati. Per un bel tratto si riesce a pedalare ed è anche divertente, cercando di rimanere bene in equilibrio sulla traccia battuta.&lt;br /&gt;Quando mi giro per guardare a che punto è il prode avventuriero con le scarpe buche, non vedo nessuno. Ma perbacco, com'è possibile!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arriva poco dopo, incazzato come una iena. Non riesce ad andare diritto ed inevitabilmente esce dalla traccia, fermandosi nella neve alta. Poco dopo anche per me finisce lo spasso; la parte di neve battuta si interrompe e quindi proseguiamo a piedi. È poca strada e superata Malga Caset inizia il sentiero. La speranza è che il fondo si liberi velocemente della neve per goderci la bella discesa fino a Tiarno. Per un bel tratto si tribola, ma poi finalmente iniziamo a scendere più speditamente, soprattutto Dario che con i freni in panne, sul ripido, acquista velocità invece di rallentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta a valle il trasferimento in Val di Ledro per rientrare sulla Strada Ponale sarà una bella prova di resistenza al freddo con temperature molto rigide. L'aria mite del Lago di Garda ricomincia a farsi sentire appena raggiunto il versante della montagna affacciato al lago.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così quella che sulla carta sarebbe dovuta essere una escursione light - quando mai il Tremalzo è light - è diventata una vera e propria avventura con più di 2000 metri di dislivello. Grande la nostra soddisfazione per aver portato a termine un così bel tour, in questo inverno anomalo che ci permette ancora di salire fino ai 1800 senza incontrare troppa neve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ora dove si va?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5039065832094842488-7783555852678973634?l=www.ilpedalatoredelladomenica.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/feeds/7783555852678973634/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5039065832094842488&amp;postID=7783555852678973634&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5039065832094842488/posts/default/7783555852678973634'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5039065832094842488/posts/default/7783555852678973634'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/2012/01/tremalzo-singlespeed.html' title='Tremalzo Singlespeed'/><author><name>Claudio Persegani</name><uri>https://profiles.google.com/110070265348281298788</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-SPTwt-qxmtk/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAFeQ/wh6gZu4YbKI/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5039065832094842488.post-1313247603671191524</id><published>2012-01-25T22:08:00.000+01:00</published><updated>2012-01-26T09:05:44.964+01:00</updated><title type='text'>La fine di un anno...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Finisce l'anno, tiriamo le somme. Un anno particolare, dove non si è concluso niente di particolarmente eclatante in quanto a giri, se si fa un confronto con il 2010 in cui i BdB hanno pedalato attorno al Monte Bianco e portato a termine una stupenda traversata da Ventimiglia al Monviso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel 2011 abbiamo fatto un bellissimo ponte in Sardegna, qualche bel giro anche di due giorni sulle nostre montagne, ma escursioni in mountain bike, importanti quanto quelle degli anni passati, sono mancate.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alcuni potrebbero parlare di un anno di crisi, spero proprio di no; anzi, direi di dimostrare subito, con qualche bel giro, in questo nuovo anno, di che pasta sono fatti i Bikers di Brescia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Personalmente ho avuto molte soddisfazioni con delle belle esperienze in bici da corsa e come cicloturista, le nuove scoperte del 2011. L'estate è trascorsa così, girovagando con la tenda ed il sacco a pelo o coprendo centinaia di chilometri sulle gommine strette, da un Passo Alpino all'altro, a tutta velocità. Che bello.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Arriva Dicembre, si pensa all'ultimo dell'anno e... dove vuoi andare se non al Rif. Chierego?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ormai è una consuetudine, una bellissima tradizione direi con assoluta convinzione. Il gioco potrebbe sembrare ripetitivo, come se ogni anno si ricominciasse con un puzzle fatto e rifatto; ma non è così.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le tessere del puzzle continuano a cambiare, qualche amico si aggrega, altri non trovano il tempo, la neve scarseggia, le biciclette sono rotte. Dario vuole partire da casa, prendendo spunto dal mio viaggio dell'anno precedente. Così partiamo con le bici da turismo da Verolavecchia, il 30 Dicembre. Una traccia di un fucsia brillante ci indicherà la via da percorrere sul GPS, recente, meditato e azzeccato acquisto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siamo bardati per il freddo, anche se il cielo è libero da nubi e la nebbia ci concede una tregua, sulla strada si nasconde l'insidia del ghiaccio ed occorre prestare attenzione. Dario rischia in una curva, azzardando una traiettoria un po' troppo racing. E se fosse finito nel fosso? Non oso immaginare le conseguenze.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una bella notizia ci allieta: questa sera, presso l'agriturismo in cui abbiamo prenotato, ci raggiungeranno Vito ed Elena, una sempre piacevole compagnia. Ormai anche loro sono rimasti folgorati dalle emozioni, dalle belle sensazioni che sa regalare il viaggio in bici. Passiamo diversi paesi della provincia di Brescia senza praticamente toccare le strade più trafficate e siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto con l'utilizzo della moderna tecnologia di navigazione GPS in combinazione con Google Earth.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il nostro cicloturismo è contaminato con la mountain bike e le strade sterrate sono sempre le nostre preferite, anche se sassose e meno confortevoli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Passiamo Peschiera e incominciamo la risalita in direzione Affi, abbandonando in alcuni punti la traccia per andare a naso, tra muretti a secco e piccole stradine di campagna. L'importante è tenere la giusta direzione. Una breve salita ci porta su di quota, guardiamo la cartina, siamo su un promontorio di roccia e tramite questa piccola deviazione abbiamo la possibilità di evitare una zona sicuramente trafficata. La fortuna aiuta gli audaci.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La giornata è fresca ma soleggiata, siamo nelle prime ore del pomeriggio e la meta è prossima, siamo già arrivati a Caprino Veronese, che velocità! Pedaliamo per qualche centinaio di metri alla ricerca del Bed&amp;amp;Breakfast "ai Boschi" situato appena fuori dal paese. Eccolo! Si trova in una zona molto tranquilla; un'antica casa in pietra dell' 800 perfettamente ristrutturata facendo attenzione a mantenerne inalterate le caratteristiche architettoniche e lo stile. Ho avuto fortuna anche nella scelta del luogo dove pernottare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siamo accolti cordialmente e veniamo accompagnati ai nostri alloggi. Dopo esserci ripuliti dal sudore, riscaldati da una corroborante doccia bollente, riprendiamo le nostre bici per dirigerci in paese. Una veloce ed essenziale spesa per la cena a base di pasta al pomodoro, con peperoncino fresco, insalata di radicchi e poco altro. Vito ed Elena? Arrivano dopo aver chiuso il negozio. Si trovano a sud-ovest del lago di Garda e devono percorrere più di 50Km in notturna per raggiungere Caprino V.se.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Altra sorpresa! All'ultimo anche Seby si è aggiunto alla coppia di sposini e ci raggiungerà a tutta velocità. Dopo cena, in attesa che arrivino i nostri amici, riusciamo a perderci via per qualche istante davanti alla televisione, poi ecco finalmente l'abbaiare dei cani. Sono arrivati. Avete mangiato? Avete fame? Risposta affermativa alla seconda, quindi urge porvi rimedio. La gentile signora del B&amp;amp;B ci porta sugo e pasta per un primo veloce, semplice, ma gustoso e che dà soddisfazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne approfitto pure io per un piatto di pasta a mezzanotte che mi farà sudare sotto il piumone. La sveglia è alle 8, un'abbondante colazione e poi preparati i bagagli, fatti gli auguri ai validi gestori della struttura, ci avviamo per raggiungere gli altri all'appuntamento in paese.&lt;br /&gt;Gilbo, GFavier, per la festa sul Baldo; Bobo, Frog ed il Lonfo per l'ultima pedalata dell'anno insieme ed un brindisi sul ghiaccio. Partendo da Caprino la salita è stata volutamente allungata, per riempire la giornata con una vera escursione, che per l'assenza di neve, termina nel primo pomeriggio. Quasi tutto in sella, con qualche difficoltà dovuta al ghiaccio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Chierego incontriamo gente nuova: la gestione del rifugio, per questa serata speciale, è stata affidata ad una compagnia di giovani cuochi, saliti fino a quota 2000 muniti di pentole, bottiglie di vino, ed una selezione di prodotti genuini con l'intenzione di deliziare i nostri palati. La serata è davvero piacevole, il tempo scorre tra una pietanza e l'altra, discutendo di bici, di montagna, e di tutto un po'. Attilio è lo Chef, e ha preparato un'infinità di piatti; Gilbo si butta a capofitto sulla trippa, Seby su tutto il resto.&lt;br /&gt;Il vino è buono, di qualità, come la serata, trascorsa piacevolmente con gli amici, compagni di tante avventure, di tanti bei giri. Si sogna pensando già al domani, al 2012.&lt;br /&gt;Eccolo alle porte, la mezzanotte si avvicina, manca proprio poco. L'atmosfera è pacata, rilassata, non c'è frenesia ed ecco che gentilmente arriva il nostro "ciao" al nuovo anno. Auguri a tutti, tante belle cose!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attilio in una mail indirizzata ai BikersdiBrescia, da amante della montagna vera e delle "persone che amano faticare per sentirsi così libere e vive", sogna un Monte Baldo libero da funivie e dalle auto, ed io non posso che condividere un simile ideale. Così credo la pensino anche tutti i miei amici BdB.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ringrazio quindi Attilio ed il suo staff per la bellissima serata che ci hanno preparato, ma soprattutto per queste righe, perché è una grande soddisfazione sapere che ci sono persone che la pensano come te su certi argomenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo una notte movimentata, con la trippa ad agitare i ventri dei non-vegetariani, arriva la sveglia inaspettata del Gilbo, come se si dovesse andare al lavoro. In verità siamo in vacanza! Ok, ci alziamo e incominciamo a prepararci, molto lentamente, alla discesa. Non sarà come quelle volte con la neve, ma quest'anno non abbiamo neppure le bici adatte per certe spericolatezze. Salutiamo tutti ed iniziamo la discesa, piuttosto movimentata per la presenza del ghiaccio e per la strada comunque sassosa e sconnessa. È sufficiente cambiare la bici per trasformare una passeggiata, se fatta con una mtb biammortizzata, a qualcosa di più impegnativo. L'importante è sempre divertirsi. Gilbo e GFavier prendono un'altra direzione, per sfogarsi con le mtb; io, Dario, Seby, Elena, Vito, scendiamo verso Torri del Benaco con il Rifugio Pirlo nella testa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si, la nostra vacanza non finisce qui, il cicloturismo prosegue! Attraversato il Garda con il traghetto, passiamo all'altra sponda ed iniziamo l'avvicinamento al Passo Spino. Seby ci deve lasciare anzitempo per impegni di lavoro, domani ricomincia, noi invece continuiamo con la nostra avventura. La salita è dura, ed io ho le batterie scariche, troppo scariche. Faccio dei pezzi a piedi, mentre Vito e Dario si arrampicano a tutta velocità anche sulle rampe più difficili. Come fanno!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non vedo l'ora di arrivare, arranco senza forze e ho bisogno di riposo e di un'abbondante cena. Eccoci al passo Spino, con il sole che è già calato parecchio e si sta per nascondere dietro l'orizzonte. Ci accolgono i nuovi gestori del Rifugio, due ragazzi giovani, molto simpatici, volenterosi, le persone adatte per accogliere dei viaggiatori esausti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne hanno passate di cotte e di crude con i festeggiamenti dell'ultimo e anche loro appaiono visibilmente stanchi. Ci laviamo ci cambiamo gli abiti e siamo già pronti per la cena. Non vedo l'ora, sto morendo di fame. Che buona cena: un piatto abbondante di tagliatelle con sugo al pomodoro, lenticchie a volontà, insalatona e tiramisù. La compagnia è sempre speciale, e la serata molto piacevole.&lt;br /&gt;Le palpebre però non reggono molto, ad un certo punto mi sento perder via e opto per una veloce ritirata sotto le coperte, anche gli altri mi seguono, lasciando campo libero ai gestori di organizzarsi con le ultime faccende e di ritirarsi a loro volta per il meritato riposo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo svegliati durante la notte dalle vampate di calore della stufa a pellet, dimenticata accesa. Con gli occhi semichiusi cerchiamo invano il pulsante per lo spegnimento, e dopo diversi tentativi senza successo, finalmente la stufa va a dormire. Ci svegliamo con il suono della pioggia che batte violentemente sul tetto del Pirlo, poi smette. Facciamo colazione, carichiamo le bici dei bagagli e ripartiamo. Sfortunatamente oggi si ritorna a casa, e domani si riprende a lavorare. Sob!&lt;br /&gt;La discesa è più adatta ad &amp;nbsp;una mountain bike, esagero con il gas e stallono il copertone, danneggiando il cerchio. Sono il solito bestione che non riesce a controllarsi. San Michele, Madonna degli Osei ed il ritorno sulla pista ciclabile. Inizia a piovere seriamente. Ci ripariamo e asciughiamo in negozio da Vito ed Elena, che ci offrono gentilmente anche la pizza. Con il pieno di energie, coperti con gli antiacqua, riprendiamo la strada verso casa, verso Verola. Strade secondarie che conosciamo, il traffico è molto limitato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed eccoci qua. Il viaggio del Capodanno 2012 è finito. Un nuovo anno è iniziato e se il buon giorno si vede dal mattino, sarà un anno di grandi pedalate. A presto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm8.staticflickr.com/7030/6622161937_efbed2fc19_z.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://farm8.staticflickr.com/7030/6622161937_efbed2fc19_z.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5039065832094842488-1313247603671191524?l=www.ilpedalatoredelladomenica.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/feeds/1313247603671191524/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5039065832094842488&amp;postID=1313247603671191524&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5039065832094842488/posts/default/1313247603671191524'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5039065832094842488/posts/default/1313247603671191524'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/2012/01/la-fine-di-un-anno.html' title='La fine di un anno...'/><author><name>Claudio Persegani</name><uri>https://profiles.google.com/110070265348281298788</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-SPTwt-qxmtk/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAFeQ/wh6gZu4YbKI/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5039065832094842488.post-5547900522452647860</id><published>2011-12-23T12:19:00.002+01:00</published><updated>2011-12-23T16:09:44.866+01:00</updated><title type='text'>Ma quanto pesa?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma quanto pesa?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa è la domanda più frequente nell'ambito ciclistico, ormai un tormentone tra i tecnici della bicicletta, tra gli smanettoni del bike-tuning, sempre alla ricerca del componente più leggero.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel giro di pochi anni si è verificato un'alleggerimento di tutta la componentistica per bicicletta, con la fibra di carbonio a farla da padrona. Chi siamo noi per esasperare fino a questo punto il mercato della bicicletta? Siamo forse dei corridori professionisti il cui obiettivo è quello di rosicchiare più secondi possibili all'avversario? Ok, qualche ciclista correrà pure, da professionista o da dilettante, ma gli altri? Gli altri sono pedalatori della domenica, proprio come me. Questi ciclisti hanno veramente la necessità di componenti ultraleggeri? Si sa che togli di qua, dai un colpo di lima di là, e alla fine rimane ben poco a sostenere il tuo culo... Per non parlare della resistenza, e la durata nel tempo di tutti questi pezzi dal peso piuma. Quando qualcosa si rompe, la frase che si sente è sempre la stessa: "non fanno più le cose come una volta..." Beh, ci credo, ora ti trovi forcelle da freeride con 170 mm di escursione a poco più di 2 Kg; figuriamoci quanto poco possono arrivare a pesare i componenti da cross country. Quanti appassionati di bici investono sul proprio gioiellino da esposizione con componenti ultra leggeri e ovviamente ultra costosi? A quanto pare tanti. Ormai i vari marchi del settore concentrano il loro lavoro sullo sviluppo di componenti sempre più leggeri, snobbando altri fattori invece, dal mio punto di vista, fondamentali. Perché succede questo? Perché queste sono le richieste del mercato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le forcelle flettono, perdono olio, aria, i freni a disco si surriscaldano, i telai si crepano, ma poco importa, l'importante è che siano leggeri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se ti capita di vendere qualcosa sui mercatini online, la prima domanda che ti viene posta dal possibile acquirente è: ma quanto pesa? Anche chi sostiene di non dare importanza a questo fattore, poi si scopre attento al grammo di troppo. Come sostiene giustamente il mio amico Stefano, il Lonfo, è molto più economico mettersi a dieta e far perdere qualche chilo al proprio corpo che limar via qualche grammo alla bicicletta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non c'è da stupirsi dunque che la vecchia bicicletta degli anni 50 (mi viene in mente l'Eroica) funzioni ancora, mentre il telaio monoscocca in fibra di carbonio giaccia inerte appeso ad un chiodo, o in discarica in quanto crepato (non è il mio caso non avendo mai acquistato telai in carbonio).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non mi stupisco quindi del fatto che una vetusta Marzocchi Z1-FR I del 2005, a molla, con escursione di 150 mm, funzioni ormai da anni&amp;nbsp;senza accusare problemi, pur avendo subito le mie torture per un tempo prolungato, mentre le forcelle "moderne" dopo qualche mese incomincino a perdere colpi per poi lasciarmi a piedi.&lt;br /&gt;Pesa qualche etto in più rispetto agli standard attuali, e questo dovrebbe dequalificarla? Direi proprio di no! Dovremmo imparare a dare maggiore valore ad altri aspetti come il funzionamento impeccabile, la robustezza, la durata nel tempo, la facilità di manutenzione..&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il gran numero di regolazioni, delle possibilità di taratura di una forcella... sono tutte caratteristiche che rendono le idrauliche sempre più complesse, più delicate. Le cartucce, spesso sigillate, nel caso abbiano problemi, vengono sostituite per intero, e a caro prezzo. Pesano pure gli o-rings di tenuta, e in una FOX da cross country, con riferimento al caso di Dario, l'aria è tenuta all'interno dello stelo con ben 1 o-ring. Se per caso &amp;nbsp;si rompe quello.. puff, la forcella va giù.&lt;br /&gt;Se capitano dei guai, nel caso sia scaduta la garanzia, viene a costare meno una forcella nuova, che fare riparare quella danneggiata. La malattia del consumismo ha attecchito purtroppo in tutti i settori: se qualcosa funziona bene, dura nel tempo, molto probabilmente risulta fallimentare per l'azienda, che invece deve continuare a vendere. Quindi prima si rompe, prima si cambia.&lt;br /&gt;Altro che alzare il PIL!! Dovremmo abbassarlo, azzerarlo, per istruire un nuovo tipo di commercio. Bisognerebbe smetterla di comprare spazzatura, e ci si deve lamentare con le aziende se qualcosa non va, in modo che cambi la filosofia di produzione, dall'usa e getta all'&lt;i&gt;usa e usa&lt;/i&gt;...&lt;br /&gt;Sono l'unico a lamentarmi? A qualcuno non dispiace cambiare bici ogni anno, o addirittura ogni mese, per avere la possibilità di sfoggiare il bolide nuovo e far morire d'invidia gli amici. Per altri la bicicletta vorrebbe essere un investimento a lungo termine.&lt;br /&gt;In una competizione il professionista sfrutta tutto al massimo, e magari a fine gara la bici da 6 Kg è da buttare. Al contrario al sottoscritto interessa che il componente funzioni bene e che duri nel tempo, altrimenti è solo un fallimento.&lt;br /&gt;Quando l'innovazione arriva davvero, con sistemi di trasmissione interni, al riparo dagli urti e dagli agenti atmosferici, con camere d'aria ultra resistenti e riciclabili, ecco arrivare puntualmente la domanda:&lt;br /&gt;"Ma quanto pesa?" e prontamente il commento: "eccezionali, tranne per il peso - indi per cui non convincono"&lt;br /&gt;Non importa quanto un prodotto sia funzionalmente superiore ad un altro, importa che sia light! È pazzesco, ma è così. Mi piacerebbe vedere cosa il tale forumendolo è in grado di fare con la sua bici con camera d'aria da 130 grammi al posto di quella da 170. Magari riuscirebbe a fermare il cronometro&amp;nbsp;a 5':48" anziché 5':49"&amp;nbsp;sul solito tratto di pista ciclabile...&lt;br /&gt;oppure potrebbe bucare e tornare a casa a piedi...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5039065832094842488-5547900522452647860?l=www.ilpedalatoredelladomenica.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/feeds/5547900522452647860/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5039065832094842488&amp;postID=5547900522452647860&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5039065832094842488/posts/default/5547900522452647860'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5039065832094842488/posts/default/5547900522452647860'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/2011/12/ma-quanto-pesa.html' title='Ma quanto pesa?'/><author><name>Claudio Persegani</name><uri>https://profiles.google.com/110070265348281298788</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-SPTwt-qxmtk/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAFeQ/wh6gZu4YbKI/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5039065832094842488.post-6482649482302974118</id><published>2011-12-19T15:45:00.000+01:00</published><updated>2011-12-21T10:15:11.075+01:00</updated><title type='text'>Baita Segala - il minestrone</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Venerdì 25 - Domenica 27 Novembre 2011&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le volte che si pensa al week end, ai giri da fare, ai monti da scalare, il mio pensiero va al trasferimento in auto. Se si può evitare è meglio, ma quando i giorni a disposizione sono sabato e domenica non si può di certo andare chissà dove con la sola bicicletta. Se almeno i treni fossero all'altezza... invece...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Va bene, ci arrangiamo come meglio possiamo e mentalmente si passano in rassegna varie località, ed i bivacchi. Che gran invenzione che sono i bivacchi! Sono i rifugi dei puaret...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Molti rifugi durante l'inverno chiudono; rimangono spesso aperti invece dei ripari più o meno grandi e più o meno forniti a disposizione degli escursionisti. Vengono spesso sfruttati per chi deve compiere escursioni di più giorni, come punti d'appoggio, d'approccio alla montagna. Non sono alberghi, sia per le ridotte comodità, sia per il modo in cui devono essere utilizzati: solitamente per una sola notte, considerato il fatto che sono pensati per offrire rifugio a gente di passaggio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io e Dario abbiamo approfittato diversamente del Bivacco in questione: Baita Segala.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Perse: "Star via due giorni sull'Alto Garda... dove bivaccare?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; ... o si va in tenda... con mille coperte..."&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Dario: "Che frèt! Meglio il bivacco (Baita Segala)...&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;... ma come portare su materassino e sacco a pelo?"&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Perse: "Bisogna andare a portare su la roba prima ...&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; ... partiamo venerdì sera ...&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;... notturna ..."&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Dario: "Figata Totale!&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; ... ci sto fess!"&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Partiamo quindi venerdì sera: la roba caricata frettolosamente in macchina, facendo mente locale ogni cinque minuti per cercare di limitare il meno possibile le dimenticanze. Ho fatto una spesa di verdure perché vorrei ritentare con il minestrone. Ormai regolarmente faccio piccole spese di prodotti biologici e nelle borse questa volta finiscono: patate, carote, sedano, un pezzo di zucca, porro, verza, biete, zucchine...&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Dario è già stato a Baita Segala con Vito ed Elena e a differenza del Rifugio di Cima Piemp, questo bivacco e molto fornito, con tutto l'occorrente per cucinare. Ottimo!&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Da ormai una decina di giorni nella bassa non si vede il sole a causa di una fitta nebbia che non molla neppure nelle ore pomeridiane. Dario alle 19 mi chiama per raccomandarmi di andare con calma, in auto, intanto non c'è fretta...&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Appena dopo Brescia l'aria finalmente si libera e la visuale ritorna normale: la strada non è poca, ma almeno è ripartita in un week end lungo. Raggiungiamo Limone sul Garda alle 21: 30 e ci prepariamo. Dario monta un porta pacchi sulla Fire Eye in prova, io aggancio l'Extrawheel alla Marin; una combinazione già utilizzata per l'ultimo dell'anno 2010. Nelle borse c'è del vestiario, vivande, materassino e sacco a pelo per la notte. Inoltre porto lo zaino e inaspettatamente mi rendo conto di essere bello appesantito, forse troppo.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Le luci sono cariche, un'ultima controllata generale e via, si parte.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Si sale su asfalto per Vesio, ed ecco subito spuntare il mal di schiena! Miseriaccia! Lo sapevo di essere un mulo, ma anche il mio fisico ha dei limiti. Stringo i denti e proseguo lentamente; vedo Dario davanti a me, voltarsi di tanto in tanto per accertarsi che sia ancora lì, poi rallenta, fa qualche foto e mi aspetta. Che fatica!&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;La nottata è splendida, l'aria fresca, il cielo limpido e stellato. Tutto ad un tratto davanti ai miei occhi sfavilla in un attimo una stella cadente. "&lt;i&gt;L'hai vista?&lt;/i&gt;, chiedo a Dario, &lt;i&gt;bellissima&lt;/i&gt;!"&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;"Cosa?" &lt;/i&gt;Risponde il mio compagno di viaggio. Niente, vuol dire che sarò solo io ad esprimere il desiderio.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Dopo il paesino di Vesio finalmente inizia l'oscurità. I lampioni scompaiono, la strada diventa sterrata, e noi ci addentriamo nella Valle di Bondo. I nostri fari sono eccessivamente luminosi, non avremmo bisogno di tutta questa luce e, abbagliati, non riusciamo a goderci lo spettacolo del cielo.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Spegniamo tutto e guardiamo in su...&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Che robe! Rimaniamo a bocca aperta mentre ammiriamo la via lattea. Ho gli occhi lucidi... ah, questo freddo che scherzi che fa. Mi concentro un attimo senza sbattere le palpebre e... un'altra stella cadente.&amp;nbsp;"&lt;i&gt;Questa l'hai vista?&lt;/i&gt;, chiedo a Dario,&amp;nbsp;&lt;i&gt;ah fantastica&lt;/i&gt;!"&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;"Ma no!! Ma come!"&amp;nbsp;&lt;/i&gt;Risponde innervosito.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Sulla strada dei cristalli di ghiaccio, stiamo seguendo il corso di un torrente e l'aria è gelida. Il mal di schiena non accenna a diminuire e non c'è una posizione in sella che possa migliorare la situazione. Sarà colpa del carretto che mi sto trascinando oppure dello zaino? Alleggerisco ulteriormente la pedalata spostandomi sull'ultimo rapporto che ho a disposizione; Dario invece, davanti a me, procede spedito con il suo solito pignone, non sembra proprio far fatica.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;A passo Nota finalmente tiro un sospiro di sollievo in quanto siamo praticamente giunti a destinazione, spegniamo le luci e rivolgiamo nuovamente lo sguardo al cielo. Questa volta lo spettacolo è talmente evidente che anche Dario riesce a vedere la bellissima stella cadente illuminare col suo arco un'ampia porzione di cielo. Altro che notte di San Lorenzo, questa sera è davvero spettacolare!&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;L'ultimo strappo, l'ultimo sforzo e poi finalmente arriviamo al bivacco.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Fa freddo, prima cosa: il fuoco! La legna è umida; mi copro ed esco a procurarmi un po' di legna fine, di foglie, qualche pigna, e dopo diversi tentativi andati a male, ecco finalmente nel camino scaturisce una fiamma vivace che in breve tempo attacca anche i ceppi più pigri. Ci beviamo un tè e ci prepariamo &amp;nbsp;per la notte stendendo i materassini ed i sacchi a pelo sul tavolo e sulle panche della sala, vicino al fuoco. È ora di andare a letto: domani &amp;nbsp;con le bici libere da bagagli e carrelli, partiremo per Corna Vecchia e poi sarà la volta di Bocca Fobia.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Trascorrono le prime ore nel sacco a pelo con una temperatura accettabile, poi esaurita la legna e con le braci ormai assopite sotto la cenere, la temperatura ambientale subisce un calo. Ci raggomitoliamo nel tentativo di disperdere meno calore possibile, ma riusciamo a dormire solo a tratti. Fortunatamente, quando il freddo è divenuto per me insopportabile, è ormai mattina e mi alzo per vedere di riaccendere il fuoco. Mentre Dario sonnecchia ancora, esco alla ricerca di bastoncini e delle solite foglie secche; davanti ai rimasugli del fuoco della notte, soffiando sulla brace, senza fare troppo rumore, riesco a riaccendere il riscaldamento. Dario apre gli occhi, se li stropiccia e borbotta qualcosa: ha mal di gola, il freddo ci ha punzecchiato tutta notte, ed è bello risvegliarsi col calduccio del fuoco. Ci prepariamo la colazione: latte vaccino per Dario, Farro Drink per il sottoscritto; biscotti ai cereali e di kamut. Cerchiamo di ricaricarci il più possibile per affrontare al meglio la splendida giornata che ci aspetta. Lasciamo un biglietto sui nostri bagagli per avvisare i passanti del nostro ritorno presso il Bivacco per un'altra notte. Il regolamento appeso fuori dalla porta d'ingresso non ammetterebbe il pernottamento per più di una notte, ma siamo convinti che lo spirito che ci guida in queste avventure possa giustificare la nostra trasgressione. Lo speriamo.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Che giornata magnifica: il cielo è azzurro, l'aria fresca punzecchia le nostre guance e le arrossa. La punta del mio naso reclama un po' di riparo, ma anche lei però, a suo tempo, avrebbe potuto smettere di allungarsi; in fondo non sono mai stato un gran raccontatore di bugie...&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Ritorniamo a Passo Nota lungo la strada percorsa la notte prima e poi ci spostiamo sulla militare delle Gallerie. A tratti riusciamo a godere di un po' di calore del sole: privilegio che&amp;nbsp;in queste giornate&amp;nbsp;gli abitanti della pianura purtroppo non hanno. Siamo rilassati, sereni, contenti, ci stiamo godendo questo inizio di giornata con molta calma, fermandoci spesso per filmare e fotografare. Mi viene in mente un video di Harald Philipp in giro con i Vertriders proprio su queste strade, ricordo di averli visti saltare da una roccia all'altra, con balzi notevoli, tutte evoluzioni non prive di rischio, ma le loro abilità sono così &amp;nbsp;sviluppate da abbattere questo fattore. Ricordo con una certa precisione il punto, piazzo la telecamera e torno indietro. Istruisco Dario sul da farsi e si parte... qualche pedalata per prendere velocità, ecco avvicinarsi la roccia piatta, vi salgo sopra e... pof... un salto da puaret, moscio, ridicolo. Ah ah, scoppiamo a ridere, cosa credevamo di fare, un conto è essere ciclisti, un altro è essere alieni...&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Passiamo per il sentiero 216, già solcato dalle nostre ruote in diverse occasioni per i giri "vert" sul Garda: come collegamento per il 112, la val Pura. Scendiamo su ghiaia, il paesaggio è lunare, splendido; c'è pace, siamo soli. Poi improvvisamente udiamo il rombo di motori, e a distanza scorgiamo un paio di trials. Stiamo ad osservarli un po' e notiamo subito come uno dei due sia in palese difficoltà e riceva continuamente delle indicazioni su come procedere dall'altro più esperto. Chissà quale situazione è in atto, chissà se si tratta di una lezione di guida oppure se i due sono semplici escursionisti, con il frequentatore del posto che porta l'amico a saggiare le proprie abilità sul sentiero di casa...&lt;br /&gt;Chissà poi se l'amicizia rimarrà tale dopo questa uscita...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terminata la discesa eccoci ritornare a Vesio e dopo aver fatto un po' di spesa per la giornata, ci rimettiamo in sella diretti al bellissimo single track di Bocca Fobia. L'ultima volta percorsi il sentiero con la mia single speed montata 32x20, forcella da 80mm di escursione, e ricordo di essermi divertito molto. Sono certo che l'esperienza positiva si ripeterà anche oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così è stato! Un sentiero decisamente spettacolare, un classico del Garda, noto a molti escursionisti, soprattutto tedeschi. Esposto in parecchi punti, va percorso sempre con la massima concentrazione perché in questi frangenti l'errore diventa fatale. La giornata, la splendida luce che ci arriva dal sole, il bei colori che assumono l'erbe e le aguzze guglie di roccia di queste montagne...&lt;br /&gt;Questa volta non ci sono nemmeno le moto a disturbarci, siamo noi e la montagna, noi e la natura. Che spettacolo! Ogni tanto il mio pensiero va alla sera che si sta avvicinando, al camino, alla cena.... al minestrone!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raggiunta la bocchetta, dopo l'ultimo video intervista, dopo l'ultima presa per il culo indirizzata al mondo dei bikers moderni, sempre più fighetti, tecnici professionisti del bike tuning, smidollati fruitori di bike parks e sentieri che ogni giorno perdono la loro valenza naturale, preparati con pala e rastrello e passati al setaccio col soffiatore, perché le foglie fanno scivolare e sono pericolose...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... iniziamo la discesa, questa volta nell'ombra, saltellando come cavallette sopra un fitto pavé di radici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio pensiero diventa sempre più insistente man mano che ci avviciniamo a Baita Segala: sto già virtualmente lavando le verdure e tra un po' inizierò a tagliuzzarle...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi arriva il tramonto a riportarmi sulla terra dal mondo dei sogni, in un altro sogno.&lt;br /&gt;Wow! Che meraviglia di colori. La catena del Monte Baldo, appena velata di neve sulle cime più alte, ha assunto una colorazione magnifica. Mi fermo ovviamente a filmare, intanto che Dario prosegue verso il bivacco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-TvO7OlDLVRY/TvGjI6WsVWI/AAAAAAAAFnk/hODnLPWa4qA/s1600/torniamo-stasera.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="305" src="http://2.bp.blogspot.com/-TvO7OlDLVRY/TvGjI6WsVWI/AAAAAAAAFnk/hODnLPWa4qA/s640/torniamo-stasera.png" style="cursor: move;" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccoci rientrati alla "base" giusto al calare del sole. Una coppia di bikers ha simpaticamente risposto al nostro biglietto, augurandoci una buona notte, a dispetto delle temperature rigide.&lt;br /&gt;Mentre Dario prepara il fuoco, io inizio &lt;u&gt;finalmente&lt;/u&gt; con i preparativi per la cena: lavo le verdure, le taglio a pezzi, facendo attenzione a non scambiare un mio dito ibernato con un gambo di sedano. C'è abbastanza da lavorare e alla fine riempio una pentola con tutte le verdure che ho portato; ne dovrebbe risultare un minestrone per quattro persone. Infatti aspettiamo fiduciosi l'arrivo di Vito ed Elena per cena. Solo più tardi riusciremo a metterci in contatto con loro, venendo a sapere che in realtà non avevano potuto liberarsi in tempo per raggiungerci. Peccato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il fuoco abbiamo fatto un ottimo lavoro: l'ambiente si è scaldato bene e sotto la legna si vedono ardere delle braci incandescenti, che meraviglia. Dopo circa un'ora di cottura il minestrone è pronto e ci versiamo la prima porzione della serata. Una goduria, con l'aggiunta dell'orzo poi, pepato a piacere, è diventato una zuppa fantastica. Che mangiata! Spazzolato il secondo piatto, ci è toccato farcene un terzo perché non ci piace avanzare nulla. Una soddisfazione incredibile. Un minestrone davvero delizioso che ci ha scaldato, saziato e resi felici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto perfetto, tutto come previsto, o forse anche meglio: il fuoco, con la sala che incomincia ad avere una temperatura gradevole, il minestrone, la pancia piena dopo una giornata a pedalare. L'imprevisto però è dietro la porta, salito fin qui con la Panda; bussa e timidamente si fa avanti.&lt;br /&gt;Un gruppetto di quattro ragazzi è salito fin qua per divertirsi, sono abitué, frequentatori del posto fin da quando erano in fasce, figli di montanari, per sfuggire all'oppressione che provoca in loro il fatto di vivere in posti così belli, si sono convertiti alla maria, ad oggi unica loro fede e ragione di vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diciannove anni, c'è da sperare che col tempo trovino qualcosa di meglio che li faccia sballare: che ne so, un minestrone!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fatto sta che i nostri simpatici compagni coinquilini, una volta impossessatisi del fuoco per cucinare e della porta per uscire a fumare, hanno riportato sia il fuoco che la temperatura del locale alle condizioni iniziali. Degli azzeratori, resettatori di sistema. Meno male che almeno il minestrone è ormai sano e salvo nelle nostre capienti pance...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema di dove dormire non è da poco, l'autista del gruppo, si assume la mansione di andare a recuperare a Limone, dall'alpino che ha in gestione il bivacco, le chiavi del lucchetto per accedere al soppalco, e quindi ad un ulteriore possibile zona letto. In verità il rifugio dovrebbe ospitare coloro che sono giunti a piedi o con le proprie forze fin qua, e per questo motivo molto comprensibilmente, le chiavi sono state consegnate al giovane sfaticato con molta riluttanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l'apertura della botola del soppalco, la temperatura ambientale è scesa ulteriormente ed in quel momento io e Dario abbiamo capito che avremmo probabilmente trovato qualche grado in più nel sottotetto. Così, dopo aver trascorso qualche momento in compagnia di queste giovani promesse, ci siamo ritirati, traslocando al piano superiore. Per fortuna nella stanza erano disponibili delle coperte con cui ci siamo riparati dal gelo e così la notte è trascorsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al risveglio Dario, con una voce sottile sottile, gli occhi come due fessure, sussurra rauco: &lt;i&gt;"Sono ammalato."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Oh, caspio, com'è possibile... come ci si può ammalare in queste condizioni... con queste temperature miti... e soprattutto dopo aver mangiato ben tre piatti di minestrone!!!&lt;br /&gt;Dispiaciuto per la condizione di spossatezza del mio amico, gli domando cosa avrebbe intenzione di fare questa domenica.&amp;nbsp;Risposta: &lt;i&gt;"Pota, andiamo in bici.."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dario è un tipo tosto, come tutti i BdB che conosco.&lt;br /&gt;Non ha paura delle foglie sul sentiero, perchè lui è un uomo vero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così ci prepariamo la colazione e aspettiamo che giunga l'ora per l'incontro a Bocca dei Fortini con Gilbo, Milzo, Elena, Vito, Bobo, Trapper, Frog e FabryLorenz. Loro sono diretti al Passo Tremalzo e noi li seguiremo fin lì per poi scendere a Tremosine. Mi aspetta dunque la lunga salita del famoso passo, con il rimorchio Extrawheel. Non sarà senz'altro semplice, ma sicuramente la cosa è alla mia portata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dario è talmente debole da addormentarsi per terra, sulle foglie, mentre io cerco di filmare, senza successo un uccellino che gironzola nei paraggi. Povere bestioline, in questi mesi non hanno pace con la spietata caccia. Legale o illegale che sia, con metodi ammessi o illeciti, è comunque una pratica barbara senza senso. Possibile che l'animo umano sia così insensibile? Si perché penso che il fatto di togliere la vita ad un'altra creatura non debba essere così scontato come invece è nella realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sento uno sparo molto vicino, proviene da Baita Segala. Non voglio stare un minuto di più da queste parti: ci alziamo, raccogliamo le nostre cose, carichiamo le bici e iniziamo ad avvicinarci al punto di ritrovo con i nostri amici. Anche oggi è una bellissima giornata e sono carico come una molla; Dario molto meno. Ci avviciniamo a delle voci; no sono cacciatori. Poi finalmente avviene il festoso ricongiungimento con gli altri ed iniziamo l'ascesa verso quota 1800. Dario trova un po' di sollievo in una bustina di antidolorifico che lo riporta temporaneamente in salute. Gilbo è a sua volta preda di disturbi gastro intestinali, mentre Vito appare piuttosto fiacco e spossato a causa di un "allenamento" troppo intenso con Elena. Il più vitale di oggi è senza dubbio Milzo, che appare innanzi tutto eccitato per il nuovo acquisto, una sfavillante Specialized FSR 29er, ultimo modello, e decisamente motivato dalla imminente esplorazione di un nuovo sentiero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La salita in compagnia dei miei amici riesce a rendere la fatica meno pesante da sostenere, sembra che il carrello sia più leggero... in effetti, pensandoci bene, lo è di sicuro avendolo svuotato di tutte le verdure. Ogni tanto ci si ferma a chiacchierare, a scherzare, Vito ed Elena fotografano e filmano, io e Dario ci riposiamo un po' affidando ai nostri amici il compito di documentare la giornata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'effetto dopante dell'antidolorifico si rivela di breve durata e Dario ritorna presto nelle condizioni di spossatezza che lo avevano colpito ad inizio giornata, ma stringe i denti e prosegue deciso verso il Passo. Ad ogni tornante ci voltiamo verso valle per osservare lo spettacolo che ci troviamo di fronte: guglie di roccia, strapiombi, piante abbarbicate nei luoghi più impensabili, aggrappate alla vita; questi luoghi ci affascinano, ci incantano. Nessuna macchina fotografia o cinepresa ha la capacità di catturare integralmente la bellezza di questi luoghi. Forse un 360 di Gianfranco potrebbe riuscirvi? Chissà...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stato un'emozione riuscire a riprendere il Milzo nel momento in cui, abbandonata la bici a terra, si è diretto verso il punto in cui lui pensava potesse&amp;nbsp;iniziare il sentiero e sentirlo urlare: &lt;i&gt;"Si, c'è, è qui, è qui... cazzo!"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;È per queste emozioni che si vive, per queste curiosità, per le delusioni di quando non si riesce nel proprio intento, e per la gioia del successo.&lt;br /&gt;Purtroppo io e Dario siamo costretti a seguire un'altra strada per rientrare a Limone del Garda, al nostro punto di partenza e non abbiamo la possibilità di seguire questa esplorazione con i nostri amici. Salutati tutti, iniziamo quindi la discesa verso Malga Ciapa e proseguiamo per la valle si San Michele. Una splendida discesa su strada sterrata, nel bosco, a tornanti.&lt;br /&gt;L'unica cosa che mi disturba è il carrello posteriore che mi da dei problemi: sento che qualcosa non è in regola e mi fermo per controllare. Gli strani rumori provengono dal parafango che per le vibrazioni esce dalla sede e va ad urtare la ruota. Cerco di sistemarlo il più possibile e poi riparto, ma dopo poca strada sono di nuovo fermo con lo stesso problema. Ricontrollo e mi accorgo che è la ruota a ballare; guardo il quick release, ma è a posto. I forcellini del carrello invece no, si sono dissaldati &amp;nbsp;e la ruota è prossima al distacco completo. Fortunatamente ho delle fascette nello zaino e riesco a mettere una pezza anche a questa imprevista rottura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raggiungiamo il paese di Vesio, ormai piuttosto scarichi di batterie, stanchi per la giornata impegnativa, e poco dopo, su asfalto, terminiamo la nostra due giorni e mezzo a Limone. Dopo esserci scambiati una stretta di mano, il nostro sguardo cade sulla macchina parcheggiata di fianco alla nostra. Al suo interno un losco individuo riccioluto sta dormendo beatamente. Seby ha pensato bene di fare il 112 in solitaria e, una volta giunto alla macchina, ha avuto l'idea di fermarsi a riposare per poi salutarci al nostro arrivo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così abbiamo portato a termine anche questa avventura: la notturna, la notte in bivacco, la mountain bike per come piace a noi, la fatica, il minestrone, il fuoco, il freddo ed il riposo, il mal di gola, il caffèlatte, gli amici ritrovati, saluti e baci e arrivederci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quante emozioni che abbiamo ancora davanti, sono lì ad aspettarci, dobbiamo solo viverle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="338" mozallowfullscreen="" src="http://player.vimeo.com/video/33423627?title=0&amp;amp;byline=0&amp;amp;portrait=0" webkitallowfullscreen="" width="600"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="338" mozallowfullscreen="" src="http://player.vimeo.com/video/33461374?title=0&amp;amp;byline=0&amp;amp;portrait=0" webkitallowfullscreen="" width="600"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5039065832094842488-6482649482302974118?l=www.ilpedalatoredelladomenica.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/feeds/6482649482302974118/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5039065832094842488&amp;postID=6482649482302974118&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5039065832094842488/posts/default/6482649482302974118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5039065832094842488/posts/default/6482649482302974118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/2011/12/baita-segala-il-minestrone.html' title='Baita Segala - il minestrone'/><author><name>Claudio Persegani</name><uri>https://profiles.google.com/110070265348281298788</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-SPTwt-qxmtk/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAFeQ/wh6gZu4YbKI/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-TvO7OlDLVRY/TvGjI6WsVWI/AAAAAAAAFnk/hODnLPWa4qA/s72-c/torniamo-stasera.png' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5039065832094842488.post-6943042315590627759</id><published>2011-12-06T16:26:00.001+01:00</published><updated>2011-12-07T17:28:32.011+01:00</updated><title type='text'>Touring - il ponte del 1 Novembre: ritorno a casa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Martedì 1 Novembre 2011&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi sveglio un po' intorpidito, ancora un po' rintronato dalle grappe della sera precedente. Al calduccio nel letto si sta proprio bene e non ho molta voglia di ritornare fuori al freddo, e soprattutto rimettermi in viaggio verso casa. Vorrei rimanere qui, con i miei amici, a coccolarmi ancora un po', ma il viaggio deve proseguire. Scendiamo quindi nella sala pranzo e facciamo un'abbondante colazione. Poi riordiniamo le nostre cose sparse un po' ovunque nella stanza, saldiamo il conto con Daniele e dopo una vigorosa stretta di mano, ci rimettiamo in sella. Scendiamo giù dalla mulattiera percorsa in salita la sera precedente e poi presso una bella Chiesetta prima dell'abitato di Ono Degno deviamo a destra su una sterrata con sassi smossi. Con una mountain bike delle nostre voleremmo su certe strade, con le touring bikes e le borse, scendiamo con i freni tirati e non senza qualche &amp;nbsp;sobbalzo e qualche rischio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ebbene, ora siamo di nuovo giù e dobbiamo risalire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La strada asfaltata si inerpica zigzagando sul pendio, tra una baita ed un piccolo allevamento bovino; dall'altra parte della valle si staglia maestosa la Corna Blacca, bellissima, con le sue guglie di roccia, le sue pareti che incutono un certo timore. Una montagna incantata, affascinante, che veglia sui paesi sottostanti e controlla che gli uomini si comportino bene, altrimenti giù rocce, e detriti a pioggia, perché l'ambiente va curato, non sfruttato e basta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chissà com'è vivere in questi paesi. Non ci saranno tutte le "comodità" della città, ma vuoi mettere la pace che circonda questi luoghi? Siamo solo noi con le nostre bici, nel silenzio, nei nostri pensieri, ascoltando il nostro respiro, sbuffando bianco vapore come locomotive. Dopo l'iniziale balbettio in discesa ora incominciamo a sudare e ci spogliamo. Un goccio d'acqua fresca dalla fontana di Avenone e di nuovo su fino al Passo San Rocco. L'ultimo pezzo lo facciamo tirando: con Dario che spinge come un forsennato, io che cerco di stare al suo passo e Vito dietro che non capisce a che gioco si stia giocando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta su, ci dobbiamo fermare per prendere fiato ed aspettare Lisabike; ma l'attesa non sarà lunga.&lt;br /&gt;Transitiamo per diversi abitati e con le nostre bici, le nostre attrezzature traballanti: sacchi a pelo e materassini, attiriamo parecchio l'attenzione dei locals. Durante la stagione estiva capiterà più spesso di vedere qualche turista fai da te, ma con il sopraggiungere dei primi freddi, molte bici vengono appese al chiodo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Casto ci fermiamo per sgranocchiare qualcosa. Una mela, una barretta. I negozi sono chiusi e non c'è la possibilità di rifornirsi di cibo, quindi dobbiamo cercare la sazietà con quello che ci rimane. Vito non mangia mai, quindi non fa fatica ad accontentarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una capretta ci saluta al di là della staccionata; un po' di rincorsa, un agile balzo, ed eccoci di nuovo in sella. Finché quest'ultima rimane al suo posto, nessun problema; bisogna sperare non si stacchi come nel film di Fantozzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/ABGpMm2YcEY" width="560"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In discesa, anche con le borse, mi diverto parecchio, specie nei tornanti, aiutato dall'ottima guidabilità della Singular Peregrine, una bici che infonde grande sicurezza, specie su sterrate facili ed asfalto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Percorriamo una bellissima strada che costeggia il Lago di Bongi. Queste località molto tranquille sono ideali per belle passeggiate ed escursioni, a piedi ed in bicicletta. Dopo pochi chilometri infatti incrociamo alcuni ciclisti in bici da corsa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scegliere l'abbigliamento corretto in questa stagione non è affatto facile con l'alternanza di momenti in cui si soffre il caldo e si suda, a momenti all'ombra, nel bosco, dove si gela.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo aver superato l'ennesima salita della giornata, sempre a buon ritmo, considerando il peso delle nostre bici cariche di bagagli, ci ritroviamo con le energie proprio a livelli minimi. Guardiamo a destra e a manca per cercare una pizzeria aperta, una trattoria dove si mangi bene e si spenda poco (impresa difficile per chi ha un sacco di tempo a disposizione, figuriamoci per 4 ciclisti a svegher per le valli bresciane). Fallimento totale!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci infiliamo in uno squallido bar dove servono pizze UHT riscaldate con l'alito e caramelle gommose ricoperte di acidi frizzicanti... Non mi va proprio di avvelenarmi e mi limito ad ordinare un caffé, anche se la fame è tanta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poco dopo siamo fuori, di nuovo liberi, per niente rigenerati dalla sosta, ma dopo tutto è festa e non si può pretendere troppo. Il bello di pedalare con persone come Dario, Elena, Vito, è che la serenità regna sovrana nella maggior parte delle situazioni.&lt;br /&gt;Non saliamo al Passo del Cavallo, ma ci dirigiamo sulle Coste di S. Eusebio per poi scendere a Nave. Avremmo voluto fermarci a salutare l'amico Mauro, ma con le ore di luce contate, abbiamo optato per proseguire il nostro viaggio di ritorno a casa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da Nave in poi siamo ritornati a stretto contatto con l'urbanizzazione, con la cività nel senso di caos, smog, traffico, frenesia, cemento. Proprio quello da cui il pedalatore della domenica desidera fuggire. In nostro soccorso arriva Vito, che ci guida sulla bella ciclabile che costeggia il fiume Mella. Riusciamo così a goderci anche questa ultima parte della nostra escursione. A Fornaci, dalla solita gelateria "Sottozero", prendiamo un buon gelato, e poi io e Dario salutiamo Vito ed Elena, che ritornano a casa per un'altra strada.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Noi proseguiamo per un tratto lungo il Mella, avventurandoci addirittura attraverso un campo, dopo aver imboccato una strada sterrata senza via di uscita, per poi ritornare sull'asfalto a Capriano del Colle. Poco dopo ci ricongiungiamo con il tracciato della ciclabile che attraverso la campagna della bassa bresciana ci riporta a Verolavecchia, il nostro punto di arrivo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eccoci qua! Sani e salvi, un po' stanchi, ma con gli occhi lucidi ed il cuore pieno di gioia. Abbiamo pedalato, abbiamo viaggiato, abbiamo vissuto esperienze intense, di grande soddisfazione. Quando sei a chilometri di distanza da casa, e hai raggiunto certi luoghi con la sola forza delle tue gambe, con forza di volontà e passione, ti senti un po' avventuriero, ti senti forte; ti faresti i complimenti da solo, ma ci sono già i tuoi amici a farteli, e può bastare....&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5039065832094842488-6943042315590627759?l=www.ilpedalatoredelladomenica.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/feeds/6943042315590627759/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5039065832094842488&amp;postID=6943042315590627759&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5039065832094842488/posts/default/6943042315590627759'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5039065832094842488/posts/default/6943042315590627759'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/2011/12/touring-il-ponte-del-1-novembre-ritorno.html' title='Touring - il ponte del 1 Novembre: ritorno a casa'/><author><name>Claudio Persegani</name><uri>https://profiles.google.com/110070265348281298788</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-SPTwt-qxmtk/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAFeQ/wh6gZu4YbKI/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/ABGpMm2YcEY/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5039065832094842488.post-258758398908916698</id><published>2011-11-16T16:37:00.001+01:00</published><updated>2011-11-20T20:01:03.082+01:00</updated><title type='text'>Touring - il ponte del 1 Novembre - L'incontro</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Lunedì 31 Ottobre 2011&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel bel mezzo della notte, si apre la porta della camera. Sento prima la chiave infilarsi nella serratura, poi la maniglia cigolare e vedo entrare qualcuno. Come immaginavo, la stanza di 4 posti letto, era occupata dal sottoscritto e da un'altro ospite, che dopo una serata fuori, rientra per dormire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nessuno zombie quindi, per questa volta mi va bene.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La mattina mi sveglio presto, sono circa le 7 quando mi alzo e incomincio a prepararmi. Riordino le mie cose ed esco. Un bel cornetto alla marmellata in un bar-pasticceria del centro, un caffé, accendo il GPS e mi metto in cammino. Non vedo l'ora di incontrare i miei amici selvaggi, ma mi impongo comunque un'andatura non troppo celere per godermi in toto i piaceri di questo viaggio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre percorro la strada Ponale in solitaria, mi volto per dare un'occhiata a Riva, ancora assopita, la dormigliona... La giornata è bella, fresca, l'aria pulita. Respiro a pieni polmoni. Questa strada solitamente, durante l'estate, è molto trafficata da ciclisti e pedoni; stamattina invece non c'è nessuno. La stagione delle vacanze è terminata da tempo, e forse questi luoghi, con lo sfoltirsi della gente, diventano ancora più belli, nella tranquillità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Salgo verso il lago di Ledro, lo vedo avvicinarsi sulla cartina del mio navigatore, che oggi è acceso solo per registrare i miei movimenti, non per farmi da guida. Poco dopo, lungo la strada, sento lo scrosciare d'acqua di diversi ruscelli e penso bene di darmi una rinfrescata, considerato il fatto che sono uscito dall'ostello in fretta e furia, senza nemmeno sciacquarmi la faccia. Preferisco di gran lunga la mia tenda all'ambiente dell'ostello.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Passano le ore e termino la mia ascesa. Il lago di Ledro è davanti a me, calmo, azzurro, solo a guardare le sue acque mi vengono i brividi: chissà quanto devono essere fredde!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo percorro dal versante più ciclabile, e davanti a me scorrono nuovamente i frames catturati quest'estate, durante il mio viaggio in solitaria di quattro giorni. Quante persone affollavano i prati e le spiagge di ghiaia, ombrelloni, sdraio e poi fumi di grigliate, ed un infinito vai e vieni per le bibite ed i gelati... Ora tutto tace. Silenzio ed un'infinità di case vuote. Quanto cemento anche qui: inutile cemento a deturpare. Proprio non riesco a mandar giù questo boccone amaro, e proseguo per la mia strada.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lungo la ciclabile che percorre tutta la valle, ad un certo punto sento un rumore, un motore che romba, che rompe il silenzio. Cosa sarà mai...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un soffiatore!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chilometri e chilometri di pista ciclabile puliti, spazzolati, sventolati da uno staff di operatori del verde muniti di decespugliatore, motosega e di un potentissimo soffiatore. Tutta roba che fa rumore ed odore, ma a quanto pare indispensabile per tenere in ordine la via ciclabile. Arrivo alle spalle dell'uomo col soffiatore senza che se ne accorga e.. BU!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi avvicino al lago d'Ampola e al ritrovo con Dario, Vito ed Elena. All'ora stabilita giungo al termine dalla strada che scende dal Passo Tremalzo. Con il freddo che fa non penso proprio di aspettarli fuori all'aperto, e mi rifugio immediatamente al riparo del Bar, con una tazza di tè caldo a riscaldarmi... Pfiuuuu.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sfoglio pigramente un giornale&amp;nbsp;dalle pagine rosa&amp;nbsp;a me sconosciuto, un giornale che parla quasi interamente di calcio, ovviamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad un certo punto vedo arrivare&amp;nbsp;giù dal Tremalzo&amp;nbsp;tre statue di ghiaccio. Non mi avvicino nemmeno per abbracciarli in quanto toccandoli mi cristallizzerei istantaneamente. Li invito ad entrare al caldo e non faccio fatica a convincerli. Dario addirittura indossa dei pantaloncini da xc corti. Il bar prende vita, si anima con noi all'interno che chiacchieriamo e ridiamo. Dopo un té caldo siamo pronti per proseguire la nostra avventura cicloturistica: la meta di oggi è il Rifugio Amici Miei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proseguiamo nella discesa fino a Storo, Ponte Caffaro, raggomitolandoci ad uovo più per sfuggire all'attrito col freddo che per andare veloci. Le nostre bici sono tutt'altro che aerodinamiche con svariati bagagli sporgenti: sacchi a pelo, materassini, ciabatte e borse varie.&lt;br /&gt;Giù in valle prendiamo la ciclabile al sole poi ritorniamo sulla strada. Pranziamo in riva al lago, scaldandoci finalmente un po', e una volta fatto il pieno di carburante riprendiamo a pedalare verso Vestone. Dario ha guardato la cartina e ha individuato una strada alternativa - sicuramente ripida ed impegnativa - che ci può portare, rimanendo lontani dal traffico automobilistico, fino all'abitato di &amp;nbsp;Ono Degno. Firmata la manleva di responsabilità, col sorriso sul volto, sempre entusiasti del fatto di percorrere strade alternative, nel bosco, in tranquillità, ci mettiamo in marcia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La bella mulattiera a tornanti sale ripida nel bosco, la traccia sul mio GPS sparisce, non è contemplata nella cartina stradale che ho caricato, ci stiamo allontanando dalla civiltà... dove finiremo... chissà...&lt;br /&gt;Nulla di tutto ciò, nessuna preoccupazione, solo un po' di fiatone. Guardo Dario e gli dico: "Sai che per di qua molti mountain bikers non riuscirebbero neppure a salire, e noi lo facciamo con delle bici da turismo?" "Siamo ben matti, neh?!"&lt;br /&gt;Dario annuisce e replica con un "Pota!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto mi piacciono le persone semplici, di poche parole, ma che poi, quando si tratta di fare i fatti, sono determinate e realizzano ciò che hanno in mente di fare.&lt;br /&gt;Arriviamo allo scollinamento ed incominciamo a scendere verso il paese, lo attraversiamo con gli occhi puntati addosso. &lt;i&gt;"Chissà dove vanno questi avventurieri..." &lt;/i&gt;Mi immagino i pensieri della gente. Oppure più probabilmente &lt;i&gt;"In dua vai chi match che, cun le burse e tot al rest, in Islanda?"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;No, molto più vicino: al rifugio Amici Miei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'ultima rampa, bella ripida, un'ultimo sforzo, deciso, perché ormai è fatta, ed eccoci arrivare alla meta odierna. Posiamo le bici ed iniziamo a rilassarci. L'ambiente del Rifugio è caldo, accogliente, come le persone che lo gestiscono, che lo hanno in cura. Passione, Daniele ha una grande passione per la montagna, e giù in città non ci ritorna più, sta bene qui dov'è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Rifugio è diventato la sua casa, la cura e l'accudisce con mille premure, come ha cura delle persone che ospita. È facile affezionarsi a certe persone e a certi luoghi, quando dall'altra parte trovi tanta simpatia e disponibilità. Non è sempre così, ma molte volte nel rifugio arrivano persone stanche, che hanno viaggiato, camminato, pedalato, hanno faticato, sono magari infreddolite, sicuramente affamate e &amp;nbsp;che quindi fanno affidamento sulla disponibilità e la buona volontà del rifugista per trovare conforto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se penso a quella volta al Rifugio Melezé, al termine di una dura giornata della traversata Ventimiglia-Monviso del 2010. Quella sera eravamo arrivati stanchi, affamati, un po' come le altre volte; e cosa troviamo? Un'atmosfera inospitale, fredda, distaccata. Il Rifugio è un po' come un bar, dove la gente arriva in macchina, a bere l'aperitivo. L'accoglienza, i servizi sono tutti per loro, che con i vari giri di bianco e campari gonfiano le casse.&lt;br /&gt;Non è il luogo dell'escursionista, del viaggiatore. In quella occasione mi sono trovato molto male, ho mangiato poco, male, e pagato molto, troppo, per una branda ed una cena veramente misera. A colazione addirittura avevamo le fette biscottate e le marmellatine contate e noi ci vendicammo abbuffandoci - per modo di dire - di wafers. Il gestore aveva oltretutto l'aria di colui che tra le mani ha il Rifugio d'alta montagna, estremo, dove si fanno sacrifici, perché le provviste scarseggiano e alla mattina ci si alza presto per spaccare la legna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Daniele è tutta un'altra persona e così pure l'Amici Miei è ben altro rifugio.&lt;br /&gt;Dopo una bella doccia calda scendiamo nella sala da pranzo, davanti alla stufa, e intanto che chiacchieriamo, ci rendiamo utili pulendo la salvia per la cucina. Come premio arriva la bruschettina.&lt;br /&gt;La serata inizia nel migliore dei modi, musica, il calore della stufa, il buon cibo... il vino, la grappa. Terminato di mangiare, dopo il buonissimo caffè della casa, e diverse grappe a completare l'opera, Vito inizia a suonare i bonghi, e ci mostra tutta la sua abilità come percussionista. Noialtri ci improvvisiamo suonatori di piffero e danzatori... l'importante è andare a ritmo e lasciarsi andare, lasciarsi trasportare da questo fiume in piena di allegria. Terminate le faccende in cucina anche Daniele ci raggiunge, e con altri ospiti del rifugio, tiriamo in piedi una gran festa, che si sarà sicuramente percepita anche nel vicino paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che divertita! Che pazzi! Davvero una serata indimenticabile.&lt;br /&gt;Poi ancora accaldati per i balli sfrenati ci ritiriamo nella nostra stanza e ci infiliamo nei sacchi lenzuolo per un meritato riposo. L'indomani ci attende con un'ultimo giorno in bici, per rientrare a casa e alle nostre occupazioni; ma facciamo in modo di non pensarci e di far durare il più possibile questi bei momenti insieme...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5039065832094842488-258758398908916698?l=www.ilpedalatoredelladomenica.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/feeds/258758398908916698/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5039065832094842488&amp;postID=258758398908916698&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5039065832094842488/posts/default/258758398908916698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5039065832094842488/posts/default/258758398908916698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/2011/11/touring-il-ponte-del-1-novembre_16.html' title='Touring - il ponte del 1 Novembre - L&apos;incontro'/><author><name>Claudio Persegani</name><uri>https://profiles.google.com/110070265348281298788</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-SPTwt-qxmtk/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAFeQ/wh6gZu4YbKI/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5039065832094842488.post-2687901478525710059</id><published>2011-11-11T12:02:00.001+01:00</published><updated>2011-11-14T17:21:30.634+01:00</updated><title type='text'>Touring - il ponte del 1 Novembre - Lessinia Lobos</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Domenica 30 Ottobre 2011&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Porto indietro&amp;nbsp;l'ora&amp;nbsp;e penso a dormire. Ho molto tempo a disposizione per riposarmi, fin troppo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sulla mia testa i rumori sono finiti, ciò significa che i bambini sono andati a letto, mentre i grandi continuano a rumoreggiare nella sala da pranzo sottostante. Nel giro di pochi istanti sono nel mondo dei sogni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo il buio della notte, al giungere dell'alba, una sottile lama di luce attraversa la stanza da letto, guardo l'ora e mi volto nuovamente tra le coperte. Il sonno ormai se n'è andato, è ora di alzarsi e prepararsi per la giornata che verrà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La colazione è abbondante, mi sazia e mi rifornisce di energie. Sono pronto per il giro in Lessinia con i Lobos. È una bella sensazione trovarsi già nel luogo del ritrovo, pronti, freschi, riposati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Saluto la gentile signora dell'agriturismo ed inforco nuovamente la bici, faccio pochi metri, scendendo verso la strada principale, mi giro, ed ecco scorgo un nutrito gruppo di bikers affaccendati nei preparativi: scarica la bici dall'auto, monta le ruote, gonfiale, prepara lo zaino, vestiti...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Saluto tutti i partecipanti al giro organizzato dal mitico "Baffo" e mi faccio già un'idea di come sarà questa giornata: sicuramente fantastica. Il meteo è ottimo, e il sole incomincia a scaldare l'atmosfera. La partenza è in salita, uno smacco per i nostri muscoli addormentati. Sveglia, sveglia! È ora di spingere!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Antonino cerca di rompere il fiato ingranando l'ultimo rapporto del suo pacco pignoni, un 36T molto più simile come dimensioni ad una lama circolare di una segheria che ad un ingranaggio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io lo vedo solo faticare con quella combinazione: speriamo riesca a rompere il fiato alla svelta altrimenti ci resta...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho lasciato le borse alle macchine, rimandando a sera il pensiero del trasferimento a Riva del Garda. Voglio pensare esclusivamente a divertirmi con i miei amici e a trascorrere una giornata piacevole e senza preoccupazioni. Sono circa le 10 del mattino e mentre procedo in salita, sento il calore del sole sulle spalle, si entra nel bosco, poi discesa pietrosa.&amp;nbsp;Con un'altra bici scenderei come un fulmine, con la Peregrine non è così semplice, ma vedo altri in difficoltà; le pietre smosse sono temibili, basta un sobbalzo di troppo, un ruzzolamento improvviso e si finisce in terra. Fortunatamente senza rompere nulla, vero Zio? Solo un graffio sulla gamba, ma col bottino intatto nella borsa.&amp;nbsp;Bella la &lt;i&gt;touring&lt;/i&gt; dello Zio, d'un verde antico, componentistica raffinata e ricercata, di gran classe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spiedo urla &lt;i&gt;"Perse sei una bestia!"&lt;/i&gt;, nel vedermi scendere senza timore delle pietre, controllando l'anteriore che scarta a destra e a manca sul viscido. Piuttosto son preoccupato di non rompere nulla, visto che i cerchi sono piuttosto delicati, devo prestare la massima attenzione, e non esagerare.&lt;br /&gt;Siamo circondati da mille colori, l'Autunno è davvero meraviglioso e rimaniamo spesso incantati di fronte alle bellezze naturali che ci troviamo attorno. Appena sbuchiamo fuori dal bosco poi, il nostro sguardo può spaziare lontano, sul Monte Baldo, e su lontane cime innevate. La giornata quassù è limpida, ma appena guardiamo verso la pianura, ecco ci appare un fitto mare di nebbia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembrano proprio onde quelle laggiù. In effetti si tratta pur sempre di acqua, ma sotto forma di vapore, di appiccicosa umidità, tanto amata dagli abitanti padani. Qua invece si sta proprio bene.&lt;br /&gt;Pedaliamo lungo bellissime sterrate, strade bianche, ridendo e scherzando, parlando di donne e di bici... mmm... più che altro di bici. Ma non più di tanto dai. Antonino invece non parla, è troppo impegnato a rompere il fiato, e quando è sul punto di riuscirci, ecco arriviamo al Rifugio Selva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dove prima c'era ordine, ora ci sono i Lobos, ed un gran assembramento di bici e maglie stese al sole ad asciugare. Siamo in molti, almeno una quindicina. La pausa pranzo arriva all'ora giusta, così come puntualmente arrivano in auto Fabio e Silvia, convalescenti da un attacco influenzale. Le pance sono vuote ed iniziamo con deliziosi primi: gnocchi e risotto. L'ambiente è caldo, accogliente, il cibo ci surriscalda, così come il vino, tra cui la bottiglia portata dallo Zio, sfuggita alla carambola sulle pietre. Meglio spegnere la stufa per evitare l'autocombustione. Formaggio fuso con i funghi e piselli di contorno; dolce, caffè ed un po' di relax stesi al sole...&lt;br /&gt;Eh magari! Il tempo di bere una grappa ed uscire, che vedo gli altri già in marcia. Come mai tutta questa fretta? Dobbiamo raggiungere il punto più alto del giro di oggi, a circa 1700mt di quota e poi ci aspetta la discesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa stagione le ore di luce son sempre meno, e mentre il sole si avvicina all'orizzonte, i colori cambiano di nuovo, tingendo le montagne di calde tonalità arancio. Andrea, il "Baffo" conosce bene queste zone e ci porta verso un punto panoramico, la visuale è incredibile. Sopra uno sperone di roccia guardiamo di fronte a noi e rimaniamo affascinati dal vuoto tra le pareti, dalle nuvole che vi galleggiano. Laggiù il Carega, bellissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proseguiamo. La discesa è dolce, su sterrata, e sono costretto a frenare frequentemente per non prendere troppa velocità e finire col rovinare qualcosa. Procedo con prudenza.&lt;br /&gt;Poi arriva un tratto leggermente più impegnativo, immagino sia l'inizio di una discesa tosta, lunga e tecnica.. invece poco dopo vedo tutti fermi ad aspettarmi, ormai su asfalto. È già finita? Purtroppo si, siamo in dirittura d'arrivo, ho fatto comunque in tempo a picchiare il cerchio della ruota posteriore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giro con i Lobos si è concluso ed è stato davvero molto bello. Una giornata piacevole, in compagnia. Poi arriva il pensiero della sera, quello accantonato in partenza: dovrei raggiungere Riva del Garda, come faccio? Sono 70 Km, e tra poche ore calerà il buio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marcello mi toglie questo fardello: "Ti do io uno strappo fino a Riva... stordito!"&lt;br /&gt;Gli sono grato e sono più sollevato ora che questo problema se n'è andato.&lt;br /&gt;Saluto Spiedo, Bob, Ema, Cene, lo Zio, il Baffo, Mario.... e tutta la compagnia e scendo a Verona con Paolo, Marcello ed Ilaria. Beviamo un tè insieme a casa della Tigre e poi partiamo. Pernotterò presso l'Ostello della Gioventù, in centro al paese. Per cena io e Marcello andiamo al ristorante "La Rocchetta", sulla strada per Tenno. Crespelle ai funghi, pomodori gratinati... e la carne salada e fasoi per chi non è vegetariano. Ottima cucina e particolare simpatia del gestore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una bella serata a conclusione di una giornata ricca e movimentata. Sento Dario per telefono: la sorpresa è saltata, il mio ricongiungimento con il trio di cicloturisti non è più una novità e l'indomani ci incontreremo appena dopo il lago d'Ampola, al termine della discesa dal Tremalzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A letto presto, mi rabbocco le coperte e mi addormento... a domani...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://connect.garmin.com/activity/126056275#.TsE_6VGnM2g.blogger" target="_blank"&gt;Qui&lt;/a&gt; la traccia del Lessinia Lobos.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5039065832094842488-2687901478525710059?l=www.ilpedalatoredelladomenica.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/feeds/2687901478525710059/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5039065832094842488&amp;postID=2687901478525710059&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5039065832094842488/posts/default/2687901478525710059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5039065832094842488/posts/default/2687901478525710059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/2011/11/touring-il-ponte-del-1-novembre.html' title='Touring - il ponte del 1 Novembre - Lessinia Lobos'/><author><name>Claudio Persegani</name><uri>https://profiles.google.com/110070265348281298788</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-SPTwt-qxmtk/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAFeQ/wh6gZu4YbKI/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5039065832094842488.post-969331211308940803</id><published>2011-11-03T12:25:00.003+01:00</published><updated>2011-11-03T12:28:46.128+01:00</updated><title type='text'>Touring - il ponte del 1 Novembre - Camposilvano</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Sabato 29 Ottobre 2011&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Voglia di viaggiare, di pedalare tranquilli, macinare chilometri, a testa alta, guardandosi attorno, per immergersi nel mare di colori che questa stagione ci regala. Per fare questo c'è bisogno di tempo, un ingrediente indispensabile se si vogliono coprire certe distanze, se si desidera raggiungere le montagne.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con la festività del primo Novembre molti ne approfittano per fare un lungo ponte. A disposizione le giornate di sabato-domenica-lunedì-martedì; non male!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per quanto mi riguarda, per la giornata di domenica è da tempo in programma un bel giro in Lessinia con il gruppo dei LosLobos, non posso mancare. Dario, Vito ed Elena invece si cimenteranno in una traversata da Sud a Nord del Lago di Garda, puntatina in Val Sabbia e ritorno dalla Val Trompia...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando mi giunge notizia di questo stuzzicante programma pedalatorio, vorrei tanto duplicarmi per poter partecipare a tutti gli appuntamenti previsti...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non ho intenzione di buttare la spugna così velocemente: c'è la possibilità di ricongiungermi con gli altri per lunedì mattina, in Val di Ledro o giù di lì... se dovessi riuscirvi, sarebbe bello.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per via del lavoro e del poco tempo a disposizione, ma anche a causa del mio continuo rimandare i preparativi, mi ritrovo venerdì sera a dover caricare le borse con l'essenziale per quattro giorni di vagabondaggio, in fretta e furia, agitato e irrequieto. Ho acquistato da poco il GPS e vorrei caricarvi una traccia per il trasferimento da Verolavecchia (punto di partenza) e Camposilvano (punto di ritrovo del giro domenicale).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho acquistato il navigatore proprio per evitare di perdere l'orientamento in qualche zona che non conosco, &amp;nbsp;e ritrovarmi a seguire le indicazioni stradali lungo strade trafficate; pericolose, piene di smog e brutte da morire. Io pedalo per cercare la pace, quando si può, su belle stradine poco battute, anche sterrate.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riesco ad elaborare un percorso piuttosto articolato da seguire grazie agli strumenti di Google, ma quando arriva il momento di caricarlo sull'apparecchio, incontro alcune difficoltà. Sono alle prime armi e si vede...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ceno frettolosamente e mi metto al computer, ma poco dopo devo lasciare di nuovo tutto in sospeso per uscire con amici. Non mi godo per nulla la breve sortita fuori casa, perché sono in agitazione, ho ancora un mare di cose da sistemare, tra cui un conto in sospeso con il Garmin.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Leggo il manuale, contatto Gianfranco su Skype... poi finalmente riesco ad installare la traccia e tiro un sospiro di solievo. Tutto è pronto per questa ennesima avventura su due ruote; il motore è caldo, i panini sono al fresco; domani si parte, destinazione Camposilvano, di Velo Veronese. Ho prenotato un posto presso l'Agriturismo Camposilvano; viaggio leggero, senza tenda e per questa volta mi concederò un po' di comodità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sabato mattina parto in auto per portarmi avanti e raggiungere Verolavecchia e Dario, che mi accompagnerà per un pezzo prima di dirigersi verso Nord. Dimentico i panini in frigo, e per fortuna nient'altro di indispensabile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alle 8 puntualmente prendiamo il via e Dario mi guida attraverso il centro del paese, prima di dirigerci verso Manerbio. Presso un incrocio, vedo un losco figuro aguzzare lo sguardo in cerca di facili prede... ah no, è Wilmer tutto intirizzito per il freddo, le braccia incrociate, la testa infossata nel giubbino, la cuffia appena sopra le palpebre. È arrivato in anticipo e si è buscato un bel po' di freddo. La compagnia cresce, ma ad un certo punto dovrò salutare i miei amici. Io devo dirigermi verso Est, verso Verona, loro sono diretti più a Nord. A Ghedi infatti, dopo aver seguito Dario e Wilmer per poche centinaia di metri, mi accorgo di aver preso una direzione non compatibile con il percorso che mi ero fatto a tavolino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci salutiamo, un arrivederci, si spera, a lunedì! Buon viaggio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inizia la mia avventura in solitaria, su strade sconosciute, in zone che non frequento. Faccio affidamento sul mio nuovo navigatore. Dalle prime occhiate ho subito capito che è facile seguire la traccia, non dovrei incontrare difficoltà. Sono emozionato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo qualche chilometro mi trovo su una bella strada sterrata, nella campagna tra Ghedi e Montichiari, perfetto, ho iniziato nel migliore dei modi. È proprio così che mi piace viaggiare, ed è proprio per questo che ho deciso di investire sulla tecnologia del GPS, per trovare più facilmente una via di fuga al traffico delle strade più note e battute. Sto vivendo una bella sensazione; è veramente piacevole viaggiare senza preoccupazioni, questo strumentino, quando fa il suo dovere, è proprio un valido alleato del pedalatore della domenica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Passo tra Desenzano e Castiglione delle Stiviere, poi arrivo Pozzolengo dove mi fermo per mangiare qualcosa, una focaccia con le olive ed un pane di soia. Presso Monzambano passo il Mincio e mi avvicino sempre più a Verona. Arrivo a Lugagnano: non quello della Val d'Arda ovviamente. Il mio stomaco brontola, mi rendo conto di dover fare al più presto un rabbocco di carburante altrimenti corro il rischio di arrivare col serbatoio vuoto proprio sulla salita finale. Infatti devo giungere a circa mille metri di quota.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Spaccio di frutta: quale miglior posto per fare la spesa? Noci, banane, uva, pere. Può bastare?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Faccio ancora qualche chilometro e mi fermo a Verona, su una panchina, a sgranocchiare gherigli e a pelare grappoli d'uva. Con la pancia piena mi addentro nel centro della città, per tre volte passo l'Adige, ed è sempre un'emozione. Un giro attorno all'Arena, ammirando le prodezze del passato, prima di rituffarmi nella brutta periferia, fatta di costruzioni senz'anima. Solo cemento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fortunatamente questi passaggi sono veloci, quasi indolori. Poi mi rituffo nella campagna, mi avvicino alla collina, alla montagna, tra muretti a secco e costruzioni vissute, con chissà quante storie da raccontare, le pareti di pietra, le travi di legno scuro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di auto se ne incontrano sempre meno, poi più nulla. Sono solo, io e la mia bici, lungo una bella strada nel bosco, tra pareti di roccia. Incomincio a salire, lentamente, molto lentamente. Per curiosità guardo la mia quota attuale: sono a 300 metri, devo arrivare a mille. Guardo l'ora: è prestissimo. Rallento, mi calmo, procedo ad andatura moderata, non è necessario forzare, ormai è fatta, sono sempre più prossimo alla meta e sono sereno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Faggi, un mare di faggi attorno a me, e castagni. Tanti colori, tante sfumature e se soffia il un po' di vento, inizia una pioggia di foglie. Il cielo però è nebbioso. Mi sarei aspettato un bell'azzurro, invece c'è nuvolo e grigio. La salita si fa più intensa, la gamba scricchiola un po', ma tengo duro. Arriva Velo Veronese ed infine Camposilvano. Il viaggio termina qua: mi avvicino ad una fontana e bevo qualche sorsata d'acqua fresca, che buona. Ecco l'agriturismo, faccio un passo oltre la porta e vengo subito riscaldato dai vapori profumati della cucina. Dopo tanti chilometri, è finalmente l'ora di un po' di meritato relax. Mi viene mostrato l'ampio appartamento per l'occasione, straordinariamente a disposizione di una sola persona. Poso i bagagli ed entro in doccia; il mio corpo infreddolito ringrazia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono arrivato presto, ho viaggiato con un buon ritmo e non ho perso tempo nel cercare la strada giusta. I chilometri si fanno sentire comunque e nel momento in cui mi corico, mi perdo immediatamente via. Dal piano superiore provengono dei forti rumori, qualcosa che scorre sul pavimento, che rotola, poi dei tonfi, grida di bambini intenti a giocare, qualcuno scende dalle scale correndo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La cena si serve dalle 19 alle 21, per me un menù vegetariano, selezionato dalla vasta scelta di pietanze dell'Agriturismo. Alle 19 sono tentato di scendere, ma resisto. Resisto comunque poco perché di lì a breve mi trovo seduto nella sala da pranzo, da solo, al mio tavolino. Mi guardo attorno e vedo un discreto numero di tavoli apparecchiati. Inizio a piluccare un po' di pane: buono, devo sforzarmi per non mangiarlo tutto in un baleno. Risotto ai funghi, formaggio fuso con funghi e polenta, contorni assortiti, vino rosso, acqua con le bolle...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel frattempo la sala si riempie e quando sento la lista dei secondi piatti di carne a menù, rimango di stucco. C'è una vastissima scelta, e vedo espressioni di stupore anche negli altri commensali. Ceno con molta calma, gustandomi la serata, purtroppo solitaria. Per dolce ordino una fetta di Strüdel di mele, poi un caffé e un'ottima grappa. Tutto davvero perfetto, una cena decisamente deliziosa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La mia serata finisce qui. Bello rilassato e pieno come un uovo, ritorno in casa e mi corico un po' sul divano, davanti alla tv. Poco più tardi il passaggio definitivo verso il letto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Domani mattina l'appuntamento con i Lobos, qui a Camposilvano per le 9:30 circa. Non vedo l'ora...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://connect.garmin.com/activity/126060243#.TrJfQeanJnM.blogger" target="_blank"&gt;Verola - Camposilvano&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(seguite la mia traccia a vostro rischio e pericolo)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5039065832094842488-969331211308940803?l=www.ilpedalatoredelladomenica.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/feeds/969331211308940803/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5039065832094842488&amp;postID=969331211308940803&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5039065832094842488/posts/default/969331211308940803'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5039065832094842488/posts/default/969331211308940803'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/2011/11/touring-mix-il-ponte-del-1-novembre.html' title='Touring - il ponte del 1 Novembre - Camposilvano'/><author><name>Claudio Persegani</name><uri>https://profiles.google.com/110070265348281298788</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-SPTwt-qxmtk/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAFeQ/wh6gZu4YbKI/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total><georss:featurename>Frazione Camposilvano, 43, 38060 Vallarsa TN, Italia</georss:featurename><georss:point>45.7599411 11.1433974</georss:point><georss:box>45.7571716 11.1384619 45.7627106 11.1483329</georss:box></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5039065832094842488.post-8907093899215269222</id><published>2011-10-24T11:13:00.001+02:00</published><updated>2011-10-25T15:47:33.273+02:00</updated><title type='text'>Cremacycles Crosstoberfest 2011</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;&lt;b&gt;Venerdì 21- Sabato 22 Ottobre 2011&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Perse, vieni in Germania!"&lt;/i&gt; Il mio manager Spiedo ha in mente di andare alla trasferta in Baviera presso lo showroom di &lt;a href="http://www.cremacycles.com/"&gt;Crema Cycles&lt;/a&gt;, dall'amico Ken Bloomer. Come si può dirgli di no. &lt;br /&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;Sono parecchio eccitato per l'evento, non vedo l'ora di iniziare la stagione crossistica, che tante emozioni mi ha regalato l'inverno scorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al momento però non ho a disposizione la bici. Contatto quindi Alessandro di &lt;a href="http://pitz-cycles.com/w/home.html"&gt;Pitz Cycles&lt;/a&gt;, per il quale avrò modo&amp;nbsp;di correre&amp;nbsp;anche quest'anno, per chiedergli la famosa Pitz! dalla livrea bianca e rossa.&lt;br /&gt;In un lampo, Alessandro si precipita a Cremona per consegnarmi il mezzo con cui correrò quest'anno e preparato lo zaino con lo stretto necessario per la toccata e fuga in Germania, nel pomeriggio di venerdì, parto alla volta di Eisenberg, a circa 500 km di strada da Cremona. Spiedo si sobbarca sempre il gravoso compito di scorrazzarci in giro per il mondo... Grazie. Formiamo un bel gruppo: io, Spiedo, Bob, il Vigno, Ghido e da Verona Mario, Paolo, Martino, e Paulo da Vicenza, con moglie e figlie.&lt;br /&gt;Il viaggio è lungo: si ride e si scherza commentando la performance di Belen, il tempo passa, ci si ferma a mangiare, ci si riempie la pancia e si riparte. Arriviamo al confine con l'Austria, Innsbruck, poi il Fernpass ed infine la Germania. Alle 22 e mezza siamo arrivati: non si scorge nulla all'esterno per il buio profondo che ci circonda. Le temperature sono molto più rigide rispetto all'Italia, e ci rifugiamo volentieri in casa al calduccio. Poi dopo qualche birretta ed un po' di cioccolato ci fiondiamo sotto il piumone. Notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sveglia è traumatica. Il megafono di Mario viene attivato all'improvviso nel silenzio più completo dal diabolico Vigno, che poi si fa quattro crasse risate. Spiedo cerca di riprendere sonno, ma ormai è troppo tardi, la miccia è stata innescata ed i Lobos presto si ridestano dal letargo. Il bagno viene preso d'assalto e si accende la tele su programmi improponibili: folli collezionisti di scorpioni, pantere al guinzaglio e &amp;nbsp;altra robaccia del genere... molto meglio andare a metter qualcosa sotto i denti!&lt;br /&gt;C'è di tutto sul buffet e così la colazione prende le sembianze di un vero e proprio pranzo.&lt;br /&gt;Ci troviamo in un posto bellissimo: il paese è tranquillo, campestre, ordinato, pulito. Una gemma circondata da bellissimi&amp;nbsp;verdi prati e boschi variopinti. L'aria è fresca, pulita, ossigenata: ci sentiamo rivitalizzati anche se non abbiamo molta voglia di toglierci il piumone di dosso. Si gela.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passeggiamo per il paese: sui cartelli sono indicati diversi percorsi ciclabili; in effetti viene proprio voglia di prendere la bici e mettersi in strada per andare a vedere più in là, per scoprire qualcosa in più...&lt;br /&gt;Questi sono posti ideali per il cicloturismo, e per trascorrervi una bella vacanza in tranquillità. Purtroppo la nostra permanenza è davvero breve.&lt;br /&gt;Dopo un primo giretto esplorativo a piedi, andiamo a provare il percorso: molto corto, troppo corto... decisamente. Probabilmente è l'abitudine ai magnifici tracciati di Spiedo e company, ma non trovo un granché questa tracciatura. Magari lo spazio messo a disposizione era quello e da parte dell'organizzazione non si è potuto fare di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro gruppo si prepara alla gara ed il coach Vigno inizia a darci i suoi consigli, studia l'avversario, va a spiare il rapporto utilizzato dal ragazzo col codino; colui che può darci del filo da torcere, meglio tenerlo d'occhio... &lt;i&gt;un'alone di mistero avvolge il corridore, sui suoi polpacci ha tatuato i teschi di tutti gli avversari che è riuscito a strapazzare nelle corse disputate finora...&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Il Vigno ed uno Spiedo troppo stanco per affrontare la gara per intero, ci assisteranno in caso di necessità, aggiornandoci sulle nostre posizioni: che professionalità!&lt;br /&gt;Pronti attenti e via, iniziamo a pedalare nel verde prato, che imprigiona le nostre ruote e ci fa faticare nella salita che porta sul breve tratto di carrabile sterrata. Un susseguirsi ravvicinato di curve, tornanti, brevi discese, barriere, che qualcuno riesce a superare in sella. Io non mi avventuro in manovre azzardate, preferisco smontare e saltarle. Il primo giro se ne va, ma chissà quanti ne completerò in quarantacinque minuti di gara. Sono nelle prime posizioni, e spingo per rimanere il più vicino possibile alla testa della corsa, ma giro dopo giro vedo allontanarsi il trio in testa.&lt;br /&gt;Ad ogni passaggio il Vigno mi aggiorna sulla classifica e mi viene da ridere: in verità non mi interessa molto. Ed il corridore col codino? Quello che correva in single-speed e con il quale mi sarei dovuto confrontare? Dopo qualche giro lo doppio: la sua andatura è turistica, oggi non può nuocere a nessuno, per questa volta mi va bene.&lt;br /&gt;Ho una sete tremenda, vorrei bere dell'acqua, ma le bici da ciclocross non sono munite di portaborraccia; chiedo dunque ai box e Spiedo, il giro successivo, mi allunga una bottiglietta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Curva di qua, spingi di là, salta la barriera, zompa in sella, lanciati in picchiata e ad un certo punto sento la ruota dietro muoversi; qualcosa si è allentato, un bullone del mozzo non era stretto bene.&lt;br /&gt;Chiedo ai box se c'è la possibilità di intervenire con una chiave a brugola, altrimenti proseguo così, la bici continua ad andare avanti, devo solo stare un po' più attento e delicato...&lt;br /&gt;Invece i meccanici ai box sono efficienti più che mai ed il guaio viene risolto all'istante. Riparto e via! Ora però comincio ad averne un po' le scatole piene di questo continuare a girare: in cinque minuti ti ritrovi nello stesso punto, a ripetizione... cerco di non pensarci e mi limito a pedalare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al di fuori delle fettucce si trovano dei fotografi, gente che incita, applaude, se la ride, e noi all'interno a sputare sangue...&lt;br /&gt;Dai Dai! Il terzo è poco più avanti, continua ad incitarmi Vigno, ma ho già speso molto, e c'è da considerare il fatto che sto correndo in single speed.&lt;br /&gt;Finalmente si arriva, e tiro un bel sospiro di sollievo: "sunti fiac!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una bella gara, alla fine ci siamo divertiti, ed ora un po' di relax.&lt;br /&gt;Prima una bella doccia calda, poi il buffet: minestrone, pretzel, ottima birra e frutta.&lt;br /&gt;Poi Ken chiama tutti a sè e classifica alla mano chiama i corridori che si sono distinti durante la corsa. Dei graditissimi premi mi vengono consegnati per la mia performance in single speed: una bellissima maglia Biciclista, un pregiato nastro manubrio oltre alla targhetta ricordo della manifestazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terminate le premiazioni, piuttosto frettolosamente siamo dovuti ripartire per rientrare in Italia ad un orario &amp;nbsp; umano. Ognuno per la domenica aveva un impegno: chi con un matrimonio, chi col catechismo, il sottoscritto con un mini raduno BdB.&lt;br /&gt;Sarebbe sicuramente stato bello rimanere ancora un po', ma mi sono ripromesso di ritornare in questi bei luoghi con la mia bicicletta, in viaggio, su e giù per le verdi montagne bavaresi.&lt;br /&gt;Col mese di Novembre ha inizio la nuova serie ciclocross organizzata dai Los Lobos della Bassa, appuntamenti a cui non posso assolutamente mancare; estate o inverno è sempre tempo di pedalare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un sentito ringraziamento a Spiedo e a tutti i Lobos che mi hanno fatto ridere in questi giorni.&lt;br /&gt;Tante grazie anche a Ken per aver organizzato l'evento e averci ospitato tanto calorosamente.&lt;br /&gt;A presto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0; overflow: hidden; padding: 0; width: 500px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/6273058141/in/set-72157627960418820/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="_DSC0371"&gt;&lt;img alt="_DSC0371" src="http://farm7.static.flickr.com/6041/6273058141_5bc220ae5e_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/6273015055/in/set-72157627960418820/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="_DSC0126"&gt;&lt;img alt="_DSC0126" src="http://farm7.static.flickr.com/6240/6273015055_1e6aa0b685_s.jpg" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 75px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/6273015691/in/set-72157627960418820/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="_DSC0128"&gt;&lt;img alt="_DSC0128" src="http://farm7.static.flickr.com/6220/6273015691_4152130d79_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/6273541506/in/set-72157627960418820/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="_DSC0131"&gt;&lt;img alt="_DSC0131" src="http://farm7.static.flickr.com/6032/6273541506_1a0387521d_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/6273017359/in/set-72157627960418820/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="_DSC0132"&gt;&lt;img alt="_DSC0132" src="http://farm7.static.flickr.com/6232/6273017359_3df54d297b_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/6273543042/in/set-72157627960418820/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 0 10px 0; width: 75px;" title="_DSC0138"&gt;&lt;img alt="_DSC0138" src="http://farm7.static.flickr.com/6218/6273543042_ea5e2025e5_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/6273018867/in/set-72157627960418820/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="_DSC0144"&gt;&lt;img alt="_DSC0144" src="http://farm7.static.flickr.com/6225/6273018867_fbda432f7d_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/6273019367/in/set-72157627960418820/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="_DSC0146"&gt;&lt;img alt="_DSC0146" src="http://farm7.static.flickr.com/6036/6273019367_f139d561a1_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/6273544712/in/set-72157627960418820/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="_DSC0157"&gt;&lt;img alt="_DSC0157" src="http://farm7.static.flickr.com/6211/6273544712_2d37f10012_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/6273020275/in/set-72157627960418820/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="_DSC0160"&gt;&lt;img alt="_DSC0160" src="http://farm7.static.flickr.com/6032/6273020275_a45fdebac3_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/6273545834/in/set-72157627960418820/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="_DSC0163"&gt;&lt;img alt="_DSC0163" src="http://farm7.static.flickr.com/6218/6273545834_af33915213_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/6273021435/in/set-72157627960418820/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 0 10px 0; width: 75px;" title="_DSC0166"&gt;&lt;img alt="_DSC0166" src="http://farm7.static.flickr.com/6231/6273021435_a60abc12e7_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/6273022063/in/set-72157627960418820/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="_DSC0168"&gt;&lt;img alt="_DSC0168" src="http://farm7.static.flickr.com/6112/6273022063_e52186923a_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/6273548058/in/set-72157627960418820/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="_DSC0173"&gt;&lt;img alt="_DSC0173" src="http://farm7.static.flickr.com/6103/6273548058_3e4fd7e8e4_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/6273548326/in/set-72157627960418820/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="_DSC0174"&gt;&lt;img alt="_DSC0174" src="http://farm7.static.flickr.com/6045/6273548326_ed950e5ba0_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/6273548732/in/set-72157627960418820/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="_DSC0182"&gt;&lt;img alt="_DSC0182" src="http://farm7.static.flickr.com/6042/6273548732_991c45744c_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/6273549190/in/set-72157627960418820/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="_DSC0185"&gt;&lt;img alt="_DSC0185" src="http://farm7.static.flickr.com/6226/6273549190_1b9960bb98_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/6273549702/in/set-72157627960418820/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 0 10px 0; width: 75px;" title="_DSC0187"&gt;&lt;img alt="_DSC0187" src="http://farm7.static.flickr.com/6052/6273549702_6c5bca963a_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/6273550278/in/set-72157627960418820/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="_DSC0191"&gt;&lt;img alt="_DSC0191" src="http://farm7.static.flickr.com/6041/6273550278_290d62617a_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/6273025777/in/set-72157627960418820/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="_DSC0195"&gt;&lt;img alt="_DSC0195" src="http://farm7.static.flickr.com/6214/6273025777_7a6a6965ac_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/6273551552/in/set-72157627960418820/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="_DSC0202"&gt;&lt;img alt="_DSC0202" src="http://farm7.static.flickr.com/6225/6273551552_d1aa4419ca_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/6273026817/in/set-72157627960418820/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="_DSC0206"&gt;&lt;img alt="_DSC0206" src="http://farm7.static.flickr.com/6215/6273026817_0efd3996d0_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/6273552680/in/set-72157627960418820/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="_DSC0207"&gt;&lt;img alt="_DSC0207" src="http://farm7.static.flickr.com/6116/6273552680_0bbc57ef9e_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/6273027961/in/set-72157627960418820/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 0 10px 0; width: 75px;" title="_DSC0213"&gt;&lt;img alt="_DSC0213" src="http://farm7.static.flickr.com/6232/6273027961_2869c24f5c_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 5px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/sets/72157627960418820/"&gt;Cremacycles Crosstoberfest 2011&lt;/a&gt;, un set di &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/ukress/"&gt;uk.&lt;/a&gt; su Flickr.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco qui le magnifiche foto di Martino:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0; overflow: hidden; padding: 0; width: 500px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/6279349929/in/set-72157627849973233/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="DSC_2610"&gt;&lt;img alt="DSC_2610" src="http://farm7.static.flickr.com/6106/6279349929_9af2707db9_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/6279318475/in/set-72157627849973233/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="DSC_2287"&gt;&lt;img alt="DSC_2287" src="http://farm7.static.flickr.com/6219/6279318475_c18b8ac5e8_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/6279318841/in/set-72157627849973233/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="DSC_2290"&gt;&lt;img alt="DSC_2290" src="http://farm7.static.flickr.com/6107/6279318841_d8e0f47269_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/6279319241/in/set-72157627849973233/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="DSC_2300"&gt;&lt;img alt="DSC_2300" src="http://farm7.static.flickr.com/6092/6279319241_82882f8024_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/6279319727/in/set-72157627849973233/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="DSC_2302"&gt;&lt;img alt="DSC_2302" src="http://farm7.static.flickr.com/6050/6279319727_ac7f83000d_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/6279320185/in/set-72157627849973233/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 0 10px 0; width: 75px;" title="DSC_2307"&gt;&lt;img alt="DSC_2307" src="http://farm7.static.flickr.com/6031/6279320185_aab23b6c7a_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/6279320547/in/set-72157627849973233/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="DSC_2309"&gt;&lt;img alt="DSC_2309" src="http://farm7.static.flickr.com/6119/6279320547_b5831ff867_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/6279841262/in/set-72157627849973233/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="DSC_2313"&gt;&lt;img alt="DSC_2313" src="http://farm7.static.flickr.com/6048/6279841262_4c76701359_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/6279321359/in/set-72157627849973233/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="DSC_2315"&gt;&lt;img alt="DSC_2315" src="http://farm7.static.flickr.com/6236/6279321359_98a4e3b083_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/6279842084/in/set-72157627849973233/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="DSC_2316"&gt;&lt;img alt="DSC_2316" src="http://farm7.static.flickr.com/6046/6279842084_4c28ea715a_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/6279842442/in/set-72157627849973233/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="DSC_2318"&gt;&lt;img alt="DSC_2318" src="http://farm7.static.flickr.com/6237/6279842442_c47393e729_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/6279322541/in/set-72157627849973233/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 0 10px 0; width: 75px;" title="DSC_2320"&gt;&lt;img alt="DSC_2320" src="http://farm7.static.flickr.com/6100/6279322541_e914ed9380_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/6279843214/in/set-72157627849973233/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="DSC_2321"&gt;&lt;img alt="DSC_2321" src="http://farm7.static.flickr.com/6120/6279843214_072eaeeb0f_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/6279843628/in/set-72157627849973233/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="DSC_2324"&gt;&lt;img alt="DSC_2324" src="http://farm7.static.flickr.com/6055/6279843628_5481ae6de0_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/6279323723/in/set-72157627849973233/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="DSC_2325"&gt;&lt;img alt="DSC_2325" src="http://farm7.static.flickr.com/6219/6279323723_6e57606d3d_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/6279324067/in/set-72157627849973233/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="DSC_2327"&gt;&lt;img alt="DSC_2327" src="http://farm7.static.flickr.com/6240/6279324067_e3ee56383d_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/6279324481/in/set-72157627849973233/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="DSC_2331"&gt;&lt;img alt="DSC_2331" src="http://farm7.static.flickr.com/6055/6279324481_d61fff7ef1_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/6279324891/in/set-72157627849973233/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 0 10px 0; width: 75px;" title="DSC_2332"&gt;&lt;img alt="DSC_2332" src="http://farm7.static.flickr.com/6031/6279324891_5f386552ec_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/6279845342/in/set-72157627849973233/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="DSC_2333"&gt;&lt;img alt="DSC_2333" src="http://farm7.static.flickr.com/6227/6279845342_a90df237a7_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/6279845716/in/set-72157627849973233/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="DSC_2334"&gt;&lt;img alt="DSC_2334" src="http://farm7.static.flickr.com/6223/6279845716_ce10ca1cfc_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/6279846134/in/set-72157627849973233/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="DSC_2338"&gt;&lt;img alt="DSC_2338" src="http://farm7.static.flickr.com/6220/6279846134_a1f64ae619_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/6279846538/in/set-72157627849973233/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="DSC_2342"&gt;&lt;img alt="DSC_2342" src="http://farm7.static.flickr.com/6042/6279846538_043cc86ba5_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/6279326819/in/set-72157627849973233/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 10px 10px 0; width: 75px;" title="DSC_2343"&gt;&lt;img alt="DSC_2343" src="http://farm7.static.flickr.com/6227/6279326819_42f3d786ed_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/6279327133/in/set-72157627849973233/" style="display: block; float: left; height: 75px; padding: 0 0 10px 0; width: 75px;" title="DSC_2349"&gt;&lt;img alt="DSC_2349" src="http://farm7.static.flickr.com/6235/6279327133_331a453641_s.jpg" style="border: none; height: 75px; margin: 0; padding: 0; width: 75px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 5px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/sets/72157627849973233/"&gt;Crosstober Fest&lt;/a&gt;, un set di &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/9593324@N02/"&gt;marticarving&lt;/a&gt; su Flickr.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5039065832094842488-8907093899215269222?l=www.ilpedalatoredelladomenica.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/feeds/8907093899215269222/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5039065832094842488&amp;postID=8907093899215269222&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5039065832094842488/posts/default/8907093899215269222'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5039065832094842488/posts/default/8907093899215269222'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/2011/10/cremacycles-crosstoberfest-2011_24.html' title='Cremacycles Crosstoberfest 2011'/><author><name>Claudio Persegani</name><uri>https://profiles.google.com/110070265348281298788</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-SPTwt-qxmtk/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAFeQ/wh6gZu4YbKI/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm7.static.flickr.com/6041/6273058141_5bc220ae5e_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>87637 Eisenberg, Germania</georss:featurename><georss:point>47.61205 10.605901</georss:point><georss:box>47.56923200000001 10.526937 47.654868 10.684864999999999</georss:box></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5039065832094842488.post-3140749621016042707</id><published>2011-10-16T18:40:00.002+02:00</published><updated>2011-10-17T11:14:52.597+02:00</updated><title type='text'>Senza meta, a Piacenza e poi chissà...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Sabato 15 Ottobre 2011&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raramente mi capita di &lt;i&gt;bidonare&lt;/i&gt; i BdB, almeno non all'ultimo minuto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La macchina è carica: le borse, due bici, di cui una di scorta nell'eventualità che quella di Dario non sia operativa, ma poco prima di andare a letto, con gli occhi carichi di stanchezza, mando un messaggio per dire che non sarò presente all'appuntamento; non me la sento di alzarmi presto e mettermi in auto per diverse ore. D'ora in poi credo affronterò certe trasferte in occasione di week end lunghi, con pernottamento nella località prescelta per l'escursione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E così mi alzo al solito orario, faccio colazione, vado a rimetter l'auto in garage dov'era fino alla sera precedente e con scarsa motivazione mi metto in bici. Scelgo la mia pellegrina, la &lt;a href="http://www.singularcycles.com/"&gt;Singular&lt;/a&gt; Peregrine, e mi vesto con l'abbigliamento &lt;a href="http://www.biciclista.it/"&gt;Biciclista&lt;/a&gt;, creato per l'occasione del Giro delle Fiandre 2011. Sono sufficientemente protetto per affrontare i primi "rigori" di questo inverno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prendo la direzione di Piacenza, senza una meta precisa, svoltando subito dopo il ponte di Cremona per Monticelli d'Ongina, seguendo l'argine del Po e le indicazioni della pista ciclabile. Ci tengo a ribadire il concetto: queste piste ciclabili sono segnalate veramente male; si trovano cartelli dove non è necessario, mentre dove bisognerebbe indicare la direzione corretta da prendere, presso degli incroci, la segnaletica manca e un &amp;nbsp;escursionista che non conosce la zona perde facilmente la rotta. In un paio di occasioni sono dovuto ritornare sui miei passi perché mi ritrovavo su qualche stradone trafficato. Ho controllato e ricontrollato, ma di cartelli neppure l'ombra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fatto sta che percorrendo strade secondarie sono riuscito ad arrivare alle porte di Piacenza, incrociando la Via Emilia nei pressi di Pontenure mi sono imbattuto in un paio di ciclisti del posto, e ho deciso di seguirli. Innanzi tutto un po' di compagnia non fa mai male; inoltre con molta probabilità i due &lt;i&gt;ciclisti del sabato &lt;/i&gt;conoscono bene la zona e possono guidarmi per belle stradine, alla scoperta di nuove zone collinari. Italo e Giuliano, detto Giulio, sono di ottima compagnia, sono stato fortunato. Avrei potuto incrociare uno di quei ciclisti che percorrono centinaia di chilometri in poche ore, a testa bassa, ipnotizzati dal conta chilometri e dalla riga bianca che scorre velocemente sotto le loro ruote.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Invece no, noi pedaliamo e parliamo, parliamo e pedaliamo, e nel frattempo ci guardiamo attorno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scopriamo le varie sfumature della terra appena arata: c'è rossa, ocra, grigia. Ammiriamo le bellissime ville in pietra che spuntano qua e là in questo territorio dedicato ancora all'agricoltura, all'allevamento, lontano dai fetidi capannoni e dal cemento delle aree industriali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giulio è un po' in difficoltà, è da poco che ha ripreso in mano la bicicletta, ma è molto motivato e ci tiene a fare un bel po' di chilometri nel week end, col suo passo, perché la bici deve servire a rilassare non a stressare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io mi perdo via con lo sguardo rivolto alle colline, e seguo Italo che svolta a destra e a sinistra per stradine di campagna, tranquille, lontano dal traffico, attraverso paesini e frazioni dimenticate. Qualche grosso palazzo, molto più simile ad un castello che ad una normale abitazione, sembrerebbe abbandonato, lasciato allo sfascio, a causa dello stato in cui si trova. Gli infissi mal ridotti, il tetto piegato dall'incuria; in realtà questi monumenti del passato ospitano ancora le famiglie di una volta, tramandati di generazione in generazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per mezzogiorno è in programma la sosta presso una famosa trattoria di Tollara, dal Cacciatore, e vengo invitato dai miei compagni di viaggio a fermarmi con loro a mangiare. "Si mangia bene neh?" "Tortelli, Anatra al forno, spezzatino, polenta... c'è di tutto, e si spende il giusto!".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io non sono un gran compagno a pranzo, essendo vegetariano, ma non voglio accontentarmi del mio panino e soprattutto lasciare così prematuramente Italo e Giulio, mi farebbe piacere conoscerli un po' meglio, con le gambe sotto il tavolo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ah, dimenticavo di avere nel portafoglio appena cinque euro, ma se si può pagare col Bancomat non ho problemi, domando ad Italo e lui mi conferma che c'è, si può pagare con la carta. Bene, allora è fatta!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prima di giungere al ristorante però ci aspetta la salita, lungo quella curva, là dove Giulio, con la moto, faceva partire il posteriore in derapata...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi alzo sui pedali senza scalare rapporti, e la faccio con un buon ritmo... ma il posteriore della mia Singular è rimasto lì, inchiodato a terra... :-)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un breve tratto di discesa, qualche curva nei pressi di una vecchia polveriera dismessa, ma ancora recintata col filo spinato, e finalmente giungiamo presso la Trattoria. Non sono nemmeno sudato, mi sento bene; è mezzogiorno ed è ora di fare un rabbocco di carburante.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ordiniamo tortelli con la zucca e agnolotti in brodo, polenta e formaggio, gnocco fritto, ed un po' di vino rosso. Giulio ordina della carne assieme alla polenta, Italo invece mi fa compagnia col gorgonzola. Parliamo delle nostre attività lavorative e delle nostre passioni, di conoscenze comuni, di mogli e compagne, gioie e dolori.... ma molte più gioie... ; D&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;"Ma tu, Claudio, sei sposato?"&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;No, ovviamente, altrimenti come vi spiegate che sia sempre in bici? Vacanze in bici, week end in bici, al lavoro in bici...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Piacevoli momenti, belle chiacchierate e risate, poi arriva il caffé, ed il momento di ripartire. Italo mi spiega dove andare, la direzione da prendere per raggiungere Gropparello, poi da lì, mi posso sbizzarrire come voglio per il rientro a Cremona. Italo paga il conto. La storia del bancomat era una bufala, qui certi macchinini non girano, siamo in una frazioncina sulle colline, non in un centro commerciale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In debito con i miei compagni di pedalata, ma a buon rendere, mi rimetto in sella ed inizio a salire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giulio, per sperimentare la &lt;u&gt;vera&lt;/u&gt; salita avrebbe dovuto seguirmi: da Tollara in su, c'è da divertirsi!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Colline stupende, colorate, dalle morbide forme. Guardo alle mie spalle e vedo in lontananza la Pianura Padana; l'aria quassù e leggera, fresca, il cielo azzurro. Una grigia coltre di foschia rende il cielo sopra la pianura più spento, più triste; sarà inquinamento? Possibile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Raggiungo il paese di Gropparello, poi scendo rapidamente a valle. In salita la Peregrine è sicuramente più pesante della bici da corsa, più lenta e faticosa da portare in cima, ma poi è stabilissima e molto divertente in discesa, offrendo belle sensazioni in curva. Anche i freni a disco fanno la loro parte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Continuo a pedalare e risalgo a Veleia Romana, anche qui si incontrano degli strappati piuttosto impegnativi, soprattutto all'inizio, poi si fila via più tranquilli. Invece di deviare subito per Lugagnano, proseguo per Guselli e poi scendo a Morfasso. Sono consapevole di essermi allontanato un po' troppo, ma in fondo non ci sono problemi; se dovesse farsi sera, ho i fari, e pure le bretelle riflettenti per rendermi ben visibile alle auto, anche se spero di incrociarne il meno possibile e soprattutto di arrivare a casa prima che il sole tramonti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fino a Lugagnano mi aspetta solo discesa, ma ad un certo punto, un po' infreddolito, decido di fare un'ulteriore deviazione e salgo per Rabbini ed il Parco Provinciale, mi immetto sulla strada del parco e mi faccio un bel pezzo di discesa molto bello, con una serie di curve che può essere paragonata, nella mountain bike, ad un tratto di tornantini dello Stino, per la vicinanza tra un tornante e l'altro...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ormai sono giù e di salita non ne ho più, ad eccezione dei cavalcavia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi tengo lontano dal traffico per la strada sterrata che transita in loc. Pallastrelli e mi godo lo splendido castello di Castell'Arquato da lontano, pedalando in tranquillità. Incrocio poche macchine anche per raggiungere Alseno. Ho il vento contro, ma non mi infastidisce più di tanto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il resto è ormai diventato un classico di rientro dal Piacentino: Chiaravalle della Colomba, Villanova, Soarza, Cremona.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stupendo il tramonto pedalando sull'argine del Po, poco prima di Castelvetro P.no; l'aria fresca, la goccia al naso, la pancia che brontola e le gambe che incominciano ad accusare un po' di stanchezza. Ti guardi in là, guardi la tua ombra, le tue gambe mulinellare, e ti rendi conto di quanto sia elegante andare in bicicletta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non ho il contachilometri, non so i numeri, ma sono arrivato bello cotto. Un bel sabato, un bel giro, una piacevole, inaspettata compagnia. Grazie Italo, grazie Giulio. Alla prossima.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5039065832094842488-3140749621016042707?l=www.ilpedalatoredelladomenica.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/feeds/3140749621016042707/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5039065832094842488&amp;postID=3140749621016042707&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5039065832094842488/posts/default/3140749621016042707'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5039065832094842488/posts/default/3140749621016042707'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/2011/10/senza-meta-piacenza-e-poi-chissa.html' title='Senza meta, a Piacenza e poi chissà...'/><author><name>Claudio Persegani</name><uri>https://profiles.google.com/110070265348281298788</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-SPTwt-qxmtk/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAFeQ/wh6gZu4YbKI/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5039065832094842488.post-6321650866806057753</id><published>2011-10-12T12:00:00.002+02:00</published><updated>2011-10-17T11:15:10.292+02:00</updated><title type='text'>Il Ricongiungimento coi BdB - Ritorno a casa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Domenica 9 Ottobre 2011&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fuocoooo! Sob.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mestamente, un po' per placare la mia sete di vendetta, apro una lattina di coca-cola, e mi metto a sgranocchiare qualcosa, un panino, un freddo panino... stasera va così.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La mia irrequietezza non ha fine, sono agitato, mi alzo continuamente, con la speranza di trovare da qualche parte un fiammifero, un accendino..&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vado all'esterno dove sono presenti due grandi focolari per le grigliate, prendo la paletta e scosto la cenere: tutto è freddo, morto. Sob.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rientro all'interno, ripeto il gesto di prima rovistando tra la cenere del camino e miracolo, c'è ancora una brace viva! Le do aria, le avvicino i piccoli legnetti e le foglie raccolti in precedenza. Sono eccitato, esaltato, un po' in panico, ma ormai è fatta: abbiamo il fuoco!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm7.static.flickr.com/6221/6235612708_e1a8cbfa35.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://farm7.static.flickr.com/6221/6235612708_e1a8cbfa35.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;(© Dario Gnali)&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Mancano comunque le pentole. Sob.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questo Rifugio non c'è proprio un cazzo! Se l'avessi saputo, avrei sicuramente portato qualcosa, ma a detta del gestore, a parte i materassi "C'era tutto", vai tu a pensare che in verità non ci sia proprio nulla...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La coca cola è finita, col coltellino taglio a metà la lattina e vi ricavo un bicchiere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Metto subito a scaldare le varie lattine di legumi che abbiamo acquistato: le lenticchie, un mix bonduelle di &amp;nbsp;piselli e carote. Mangiare qualcosa di caldo è tutta un'altra cosa, soprattutto quando le temperature in autunno cominciano a scendere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Terminati i legumi, utilizzo i barattoli vuoti per cucinarvi le patate, con il fuoco ci si diverte anche se a volte ci si scotta le dita. Io e Dario passiamo il tempo mangiucchiando, piluccando, sorseggiando birra; finita una lattina, nasce una pentola. Ogni tanto usciamo a fare un giro, a guardare le stelle, la luna, il lago con tutte le sue costellazioni di paesini. Raccogliamo legna per fare un po' di scorta, intanto che aspettiamo l'arrivo dei nostri amici Vito ed Elena, che stanno salendo in notturna.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm7.static.flickr.com/6102/6235608734_9d6bef852f_z.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://farm7.static.flickr.com/6102/6235608734_9d6bef852f_z.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: left;"&gt;(© &lt;a href="http://www.flickr.com/photos/dariognali/"&gt;Dario Gnali&lt;/a&gt;)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Guardiamo l'orologio con un po' di preoccupazione: sono le 22:30 e non sono ancora arrivati. Da Tignale a quassù non ci si impiega così tanto, dove saranno finiti...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Finalmente, quasi a mezzanotte, arrivano; con le luci, le bretelle riflettenti, grossi zainoni e l'accendino; ma ormai non serve più! Facciamo un tè in un padellino portato da Elena, poi rimaniamo per diverso tempo incantati davanti al fuoco, a scaldarci. Fino all'ora del riposo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi premuro di barricare la porta del retro sprovvista di serratura; non si sa mai che arrivi qualcuno nel bel mezzo della notte, per fumarsi qualcosa e fare casino, sarebbe una bella scocciatura. Fortunatamente la notte fila via liscia, al calduccio, nei nostri sacchi a pelo, e veniamo svegliati con le prime timide luci del giorno da uno scoiattolo che si diverte a correre sul tetto. O forse era un topo? ; D&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appena in piedi, mi metto all'opera per riaccendere il camino, purtroppo all'esterno soffia un forte vento, la canna fumaria è fredda e non riesco ad evitare che il fumo invada la stanza. Colazione con latte e biscotti e poi si cazzeggia: si, questa mattina abbiamo un sacco di tempo libero, in attesa che arrivi un gruppetto di BdB &lt;i&gt;casualmente&lt;/i&gt; da queste parti. Passiamo il tempo ovviamente accanto al fuoco, mangiucchiando, improvvisandoci chefs alle prese con cipolle gratinate flambè. All'esterno si va per fare legna, scattare foto, coricarsi nel prato al sole. Quando però si alza il vento... sono brividi lungo la schiena e si corre velocemente al riparo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo ad arrivare è Wilmer, una sorpresa (non il fatto che fosse arrivato primo, ma la sua presenza). Gli corriamo incontro per dargli il benvenuto. A ruota tutti gli altri: un ciclista di Mantova, Mabande, Gigi, il Lonfo, Giani. Portiamo loro in dono delle cipolle flambè, formaggio alla griglia, sedano bianco con ricottina. La birra invece è finita da un po'...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://fotoalbum.mtb-forum.it/albums/38455/thumbs_800/35497.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="266" src="http://fotoalbum.mtb-forum.it/albums/38455/thumbs_800/35497.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: right;"&gt;(©Elena Buizza)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Passiamo qualche momento a chiacchierare, intanto che il fuoco scalda i panini e fa colare altro formaggio. Purtroppo però non avremo occasione di pedalare assieme, dato che io e Dario dobbiamo per forza di cose rientrare a Vobarno e quindi percorrere strade differenti. Tutto è programmato, e dopo aver sistemato le ultime cose e riordinato il Rifugio, salutiamo il Piemp e riprendiamo a pedalare verso casa. Un ritorno con un pizzico di explo in zona Costa, tanto per gradire. Una piacevole scoperta, con scorci fantastici sul lago di Valvestino. Poi una volta giunti a Capovalle, transitati per il Santuario della Madonna di Rio Secco, scendiamo ad Eno ed infine a Vobarno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm7.static.flickr.com/6057/6235129685_6d1a0679c1_z.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="297" src="http://farm7.static.flickr.com/6057/6235129685_6d1a0679c1_z.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: left;"&gt;(©&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/dariognali/"&gt;Dario Gnali&lt;/a&gt;)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Il week end ci ha entusiasmato, un'escursione bella, lunga, intensa. L'avventura è proseguita al Rifugio Cima Piemp, alla ricerca del fuoco. È grande la voglia di pedalare assieme, di far girare le nostre ruote verso qualche rifugio, bivacco, per poi ritrovarsi davanti al fuoco, a mangiare patate e bere in allegria. Quanti bei momenti spensierati. Non abbiamo bisogno di &lt;i&gt;erbe&lt;/i&gt; per gustarci la vita, basta una cipolla flambè per farci perdere la testa...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5039065832094842488-6321650866806057753?l=www.ilpedalatoredelladomenica.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/feeds/6321650866806057753/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5039065832094842488&amp;postID=6321650866806057753&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5039065832094842488/posts/default/6321650866806057753'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5039065832094842488/posts/default/6321650866806057753'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/2011/10/il-ricongiungimento-coi-bdb-ritorno.html' title='Il Ricongiungimento coi BdB - Ritorno a casa'/><author><name>Claudio Persegani</name><uri>https://profiles.google.com/110070265348281298788</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-SPTwt-qxmtk/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAFeQ/wh6gZu4YbKI/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm7.static.flickr.com/6221/6235612708_e1a8cbfa35_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5039065832094842488.post-6904004205462397746</id><published>2011-10-11T21:36:00.001+02:00</published><updated>2011-10-17T11:15:24.633+02:00</updated><title type='text'>Il Fuoco - Pedalando verso Dosso Piemp</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Sabato 8 Ottobre 2011&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salsa Fargo, Singular Peregrine, due bici per macinare chilometri: asfalto - quando non ci sono alternative - e tante, tante sterrate. Le sterratone, come le chiamiamo noi; carrabili larghe, spesso ex strade militari che salgono con pendenze mai impossibili.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Era un po' di tempo che io e Dario pensavamo di fare un giro di questo tipo, io col carrellino e Dario? Purtroppo alla sua splendida bici mancano le borse, quindi ha qualche difficoltà in più, rispetto a me, per il trasporto di tutto il necessario per bivaccare. Con un portapacchi quick release che torna sempre utile ed il suo zainone della Vaude, riesce a trasportare tutto l'occorrente per questa volta, poi si attrezzerà anche lui.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;La meta di quest'oggi è il Rifugio/Bivacco di Cima Piemp a 1151m. Dario chiama il gestore per informarsi sulle dotazioni del bivacco. Risposta: "Mancano i materassi perché i vandali li tagliavano, per il resto c'è tutto!" Meglio così, penso. In un'altra occasione Wilmer e Dario, presso un bel bivacco d'alta quota, avevano potuto cucinare una bella minestra di riso grazie al fornello in dotazione, e alle pentole.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Bene. Questa volta le minestre in busta sono vietatissime! Ci prepariamo il minestrone una volta arrivati al rifugio; così è deciso!&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Partiamo sabato mattina presto da Vobarno, dopo esserci riforniti di pane, frutta, verdura, formaggi... per &amp;nbsp;colazione c'è il latte, che magicamente si miscelerà al caffè fatto con&amp;nbsp;&lt;i&gt;la moka in dotazione al Rifugio&lt;/i&gt;; noi abbiamo i biscotti ed un paio di torte. Nelle borse, oltre ai vestiti di ricambio, c'è il sacco a pelo ed il materassino per la notte. Le temperature sono scese bruscamente in questi ultimi giorni e quindi dobbiamo essere pronti per coprirci bene sopratutto la sera e la mattina. Comunque davanti al fuoco di sicuro si starà al calduccio, basta avere un accendino ed il gioco è fatto, per il fuoco ci pensa Dario.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm7.static.flickr.com/6157/6235498110_2c39dd0c75_b.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="480" src="http://farm7.static.flickr.com/6157/6235498110_2c39dd0c75_b.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;(©Dario Gnali -&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/dariognali/"&gt;http://www.flickr.com/photos/dariognali/&lt;/a&gt;)&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Vobarno, Eno, Cavallino. Il cielo sopra di noi si apre, il sole spunta finalmente dai profili delle montagne attorno a noi, e ci si riscalda. In salita arranco un po', il peso del carrello è notevole, le sacche rigonfie sono al massimo della loro portata. Pazientemente, senza forzare l'andatura, raggiungiamo Coccaveglie, ed iniziamo a percorrere la strada sterrata verso i Fienili del Los. I panorami sono splendidi, il cielo è terso, e si vede in lontananza con grande chiarezza, riusciamo a scorgere nitidamente anche gli Appennini.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Saranno davvero loro? Possibile? Sembrano così vicini...&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Mangiamo un panino, una mela, bisogna riprendere un po' di forze per proseguire nel nostro cammino. Scendiamo a Capovalle, la strada sterrata non presenta insidie con una mountain bike, ma con la Peregrine montata da turismo, con i parafanghi, le gomme strette, il carrello extra-carico, la situazione si complica un po'. Dario fila come una scheggia e mi deve aspettare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm7.static.flickr.com/6154/6235518270_d081dcbb2a_z.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://farm7.static.flickr.com/6154/6235518270_d081dcbb2a_z.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: justify;"&gt;(©Dario Gnali)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Nel bel paesino di Persone sarei tentato di fermarmi presso una trattoria per mangiare un boccone, dalla porta fuoriescono dei profumi di cucina davvero invitanti. Invece proseguiamo ancora un po', fino alla fontana, sotto ad un maestoso faggio; proprio un bel posto dove fermarsi per mangiare il panino.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Scendiamo a Ponte Franato e poi arriva la salita dura, il fondo in qualche tratto è particolarmente smosso, faccio fatica ad avere trazione, ma con impegno faccio tutto in sella. Sono soddisfatto!&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Presso i primi fienili di Rest, sotto alcune piante di Noce, scorgo dei bei gusci, alcuni forati dagli animali del bosco, altri sono intatti. Provo ad aprirne uno, ne assaggio i gherigli, fantastici. Inizia la scorpacciata. Questa si che è frutta fresca!&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Le rampe di Denai sono toste; ricordo di essere sceso a piedi questa estate, prima di affrontare la lunga salita per il Tombea. Questa volta mi faccio forza e riesco a concludere in sella anche questo tratto. Fino a Passo Puria c'è ancora salita, ma la strada è veramente bella, fatta col cuore. Dario prosegue più velocemente rispetto al sottoscritto, e dopo qualche tornante lo vedo là, agitare le braccia esultante per il giro che stiamo facendo. Proprio una bella escursione davvero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm7.static.flickr.com/6173/6235550078_177e80d8bf_z.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="225" src="http://farm7.static.flickr.com/6173/6235550078_177e80d8bf_z.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: left;"&gt;(©Dario Gnali)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;L'aria è fresca, il sole scalda ancora bene, un mix energetico che rende la tua vita frizzante, il tuo bagaglio meno pesante. Ogni tanto penso alla mia spesa, alle verdurine che ho acquistato con un bel preciso scopo: il minestrone! Ho tutto il necessario. Dai che manca poco.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Ancora qualche strappetto - comunque mica da ridere - e giungiamo al Rifugio.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;C'è un' auto parcheggiata nelle vicinanze, prima della sbarra che separa l'ampia area del Piemp dalla strada asfaltata che giunge fin qua.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Non rimaniamo affatto sorpresi nel vedere un nutrito gruppo di&amp;nbsp;&lt;i&gt;merenderos&amp;nbsp;&lt;/i&gt;cazzeggiare vicino ai loro vuoti di birra, storditi dall'unica cosa che riesce ancora a farli viaggiare un po'.. l'erba di casa loro.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Penso alla distanza intergalattica che mi separa da loro, dal loro modo di passare il tempo, di divertirsi. Il Rifugio è in disordine, ma fortunatamente viene ripulito dal gruppo di ragazzi in partenza. Con disappunto noto che i vetri ed i rifiuti vengono gettati nei bidoni messi a disposizione dal Rifugio e non portati a valle; in fondo in macchina un paio di sacchetti non sarebbero sicuramente di peso. Cattiva educazione anche in questo caso, ma forse è già tanto che non siano finiti per terra nel bosco...&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Mi spoglio, mi lavo, mi cambio ed mi sposto subito nel bosco per raccogliere la legna. Nel rifugio non è presente un fornello quindi bisogna arrangiarsi col camino. In un sacchetto metto delle foglie e piccoli rametti, utili per le fasi iniziali, successivamente inizierò a cercare dei rami di maggiore spessore per il mantenimento del fuoco. Sono ancora intento nella raccolta quando arriva Dario ansimante: ho dimenticato l'accendino!&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Non so che fare, ho in mano dei tronchi: potrei stordirlo e gettarlo nel bosco in sacrificio gradito a Dio onnipotente! Ma come! No! Invece sto zitto, o forse bestemmio, non ricordo. Ho visto il mio minestrone smaterializzarsi davanti ai miei occhi.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;"Ma il Rifugio non ha dei fiammiferi in dotazione?"&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;"Non c'è nulla!" Risponde Dario "Né fiammiferi, né pentole, né posate... nulla di nulla"!&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Ma come! Ma no! Ma non avremmo dovuto trovare tutto? Non voglio credere alle mie orecchie e mi sposto con Dario all'interno per verificare di persona che il Rifugio Piemp è sprovvisto di qualsiasi cosa utile a chi cerchi rifugio. Cè il vino rosso, quello c'è! E della Vodka avanzata dai merenderos, le pentole invece no...&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;Penso quasi di scendere al primo paese per procurarmi qualcosa, ma è troppo giù, per il fuoco bisogna attendere pazientemente l'arrivo di Vito ed Elena, questa notte.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;i&gt;Continua...&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5039065832094842488-6904004205462397746?l=www.ilpedalatoredelladomenica.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/feeds/6904004205462397746/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5039065832094842488&amp;postID=6904004205462397746&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5039065832094842488/posts/default/6904004205462397746'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5039065832094842488/posts/default/6904004205462397746'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.ilpedalatoredelladomenica.com/2011/10/il-fuoco-pedalando-verso-dosso-piemp.html' title='Il Fuoco - Pedalando verso Dosso Piemp'/><author><name>Claudio Persegani</name><uri>https://profiles.google.com/110070265348281298788</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-SPTwt-qxmtk/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAFeQ/wh6gZu4YbKI/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm7.static.flickr.com/6157/6235498110_2c39dd0c75_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
